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Allevamento
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Allevare gli uccelli che possiedo
non è cosa molto facile, tranne per le Tortore dal Collare e i
Ciuffolotti Messicani, bisogna avere delle nozioni di base, sulla
loro vita allo stato naturale.
Andrò a trattare le varie razze
singolarmente, in modo da rendere le cose il più semplice possibile. |
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Il mio modo di condurre l'allevamento:
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IL CIUFFOLOTTO
MESSICANO
Alloggio i miei
Ciuffolotti in delle volierette da un metro per coppia , con tre
posatoi posti ad altezze diverse, ma possono andare anche bene delle
gabbie da 65cm.
Se si ha la
possibilità utilizzare gabbie grandi,per evitare inconvenienti
durante il periodo riproduttivo, in quanto il maschio abbisogna di
un proprio territorio che difende tenacemente,
In caso non
si disponga di contenitori abbastanza capienti, è consigliabile
togliere il maschio dopo la deposizione del secondo uovo. Ma di
questo tornerò a parlare in un secondo momento.
Il maschio si
distingue dalla femmina per il suo rosso fuoco sul petto,sulla testa
e sotto ala. Le femmine presentano un colore bruno striato e
comunque più sommesso.
Come alimentazione,
somministro una miscela per canarini, con aggiunta di una
percentuale maggiore di scagliola.
Giornalmente metto
a disposizione un pezzetto di mela che non guasta mai, due volte la
settimana del pastone secco con semi germinati, delle bacche di
ginepro ed ogni tanto delle tarme della farina, che non dovrebbero
mancare mai quando sono presenti i novelli
Infatti le
proteine
animali permettono uno sviluppo e crescita corretta e veloce. Non
sono comunque indispensabili in senso assoluto.
L’alimentazione la
gestisco a seconda delle stagioni, aumentando le proteine ed i
grassi (sempre nei limiti) nel periodo delle cove diminuendole
invece nel periodo invernale.
Riassumendo,
la miscela viene usata in tutto il periodo dell’anno, il pastone con
i semi germinati due volte la settimana nel periodo invernale e
tutti i giorni durante il periodo delle cove.
Le tarme in
quantità di circa 3 al giorno prima delle nascite, dopo di che 5 o 6
in modo da poter sfamare tutti i piccoli.
Oltre a questo uso
un pastone fai da te, che alterno con quello in commercio. Lo
preparo con sfarinato per pulcini primi giorni, farina di
mais e couscous mescolato tutto insieme e a cui aggiungo della pastina, cotta per almeno 20 minuti.
Con questo pastoncino vi assicuro che
vedrete crescere i vostri pulli in un batter d’occhio.
Verso Fine
febbraio, metto i nidi a coppa dentro le voliere. Per questa specie
non bisogna camuffare con erba o rami gli angoli , sono animali che
non pretendono molto anche se sono comunque molto paurosi, per cui è
bene disturbarli il meno possibile.
Amano guarnire il
nido con la juta ma non essendo grandi architetti. nella
costruzione, si accontentano di un piccolo strato di materiale.
Dopo circa un
massimo di dieci giorni completano il nido, la femmina depone da tre
a cinque uova, che coverà per circa 13 giorni.
Riprendendo il
discorso degli alloggi, se le gabbie non sono di grandi dimensioni,
é
meglio allontanare il maschio, che essendo molto irruento quando
è in estro, potrebbe distruggere le uova, o addirittura arrivare ad
uccidere la compagna.
Il mio consiglio è
però quello di non togliere il maschio, ma di adeguare alla grandezza
dei contenitori, perché è un ottima balia, e nutre i piccoli in un
modo eccezionale, facendo riposare anche la femmina.
I piccoli diventano
indipendenti dopo circa 40 giorni, ma ancora chiedono l’imbecco dei
genitori ancora per qualche tempo. La cosa migliore da fare é quella di metterli in un’altra
gabbia insieme al padre, e lasciare la femmina sola che così avrà la
possibilità di iniziare una nuova deposizione.
La colorazione
artificiale dei
giovani, deve iniziare dopo il 45° giorno di vita. I coloranti in
commercio sono tantissimi ma è bene usarli con cautela ed
osservare le spiegazioni riportate nella confezione.
Si possono abbinare
anche dei coloranti naturali che si trovano negli alimenti,
come per esempio le erbe prative, il cardo, le bacche, la carota
ecc.
E' importante
cambiare tutti i giorni l’acqua dei beverini, e due volte al
mese somministrare delle vitamine, alternandole con qualche goccia
di aceto di mele, utilissimo per evitare malattie
gastrointestinali .
Questo metodo lo
uso per tutte le specie che allevo.
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IL CIUFFOLOTTO
EUROPEO
Qui già passiamo ad
un qualcosa di più complicato. L’europeo è un uccello di grosse
pretese e quindi la conoscenza sulla loro alimentazione è una cosa
fondamentale per non rischiare il loro deperimento e per
ottenere buoni risultati nella loro riproduzione.
I sessi sono molto
diversi, infatti il maschio si presenta con dei colori chiari, al
contrario della femmina che è di un grigio scuro. Il dimorfismo
sessuale è quindi molto accentuato.
Le gabbie per
questi soggetti devono essere di circa un metro di lunghezza e
possibilmente con i laterali ed il tetto chiusi. Se sono più grandi
ovviamente è meglio.
Il loro habitat,
deve essere il più simile possibile a quello naturale, pertanto
bisogna ornare le gabbie con dei ramoscelli e foglie varie, andando
a coprire le zone, dove metteremo i nidi.
I miei ciuffolotti
li
alimento con un buon miscuglio per indigeni, alternandolo con una
miscela per canarini e delle bacche di ginepro. Per queste ultime
c'è da considerare che se non si ha la possibilità di disporne
per tutto l’anno meglio non abituarli a questo alimento di cui
soffrirebbero in caso di privazione.
Non uso nessun tipo
di pastone, ma preparo una frittatina, che somministro soltanto nel
periodo delle cove.
E semplice
prepararla: due uova ed un bicchiere di latte mescolati e portati ad
ebollizione. Il risultato verrà da se.
Le tarme della
farina e le camole del miele le do ogni tanto, non facendole mancare
mai nel periodo della crescita dei novelli.
Si riproducono
da marzo a giugno. A tal proposito metto a loro disposizione
diversi nidi in modo che loro stessi possano scegliere quello più
idoneo alle loro necessità.
Secondo le mie
esperienze il nido e meglio porlo esternamente, in modo da poter
controllare sia le uova che i piccoli nati, senza dover entrare con
le mani dentro a gabbia. Situazione questa che creerebbe
solo scompiglio, con il rischio che la femmina abbandoni la propria
prole.
La coppia ama
guarnire il nido con la fibra di cocco o della paglia, essendo una
specie rustica nella scelta dei materiali , non ama quelli morbidi,
come la juta o il cotone.
Se tutto va per il
meglio, la costruzione del nido verrà terminata entro pochi giorni,
la femmina depone circa 4 o cinque uova, che coverà per 14 giorni.
I piccoli diventano
indipendenti intorno ai 40 giorni, ma lasciateli ancora per qualche
giorno con i genitori.
Una cosa
importante, è quella di somministrare un prodotto contro la
coccidiosi qualche giorno prima delle nascite e per almeno 3 giorni
dopo la nascita dei piccoli, con acqua minerale.
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IL VERDONE
Per molti
allevatori, è considerato quasi come un canarino, dato che si riesce
ad allevare senza problemi, ed a riprodurlo con facilità.
Ma non è così,
infatti se non si ha molta esperienza , le mortalità dei nidiacei
sono molte, per non parlare degli adulti durante la muta.
Il maschio si
presenta con un verde più chiaro della femmina, ed il giallo delle
barre alari acceso.
Io allevo solo la
forma ancestrale perché la considero la più bella , senza nulla
togliere ai mutati, che però non conservano nessuna caratteristica
naturale del piumaggio.
Sotto il profilo
degli alloggi non hanno grosse preferenze. Le gabbie vanno bene
anche da circa 80 cm, con due posatoi messi ad altezza uguale.
Ornare come per i ciuffolotti le parti dove porre i nidi, ed il
frontale, in modo da non renderli molto visibili alla nostra
presenza, in modo da tranquillizzarli.
Il metodo di
allevamento è molto simile a quello del ciuffolotto europeo,
c’è
però
da stare molto attenti nel periodo della muta che è spesso foriero
di inconvenienti, se non sono rispettate le norme igieniche e
soprattutto l’alimentazione.
Un
sovraccarico di proteine in questo periodo, porta uno sbilanciamento
nella fase del cambio delle penne.
Pertanto non
fidatevi, di certe voci, sull’allevamento di questi uccelli, anche
se è vero che ci sono alcuni soggetti talmente docili, che si
riproducono con facilità, ma sono casi isolati.
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LA TORTORA DAL
COLLARE
Le Tortore dal
collare sono animali molto pacifici che si possono
alloggiare tranquillamente con altre specie della stessa famiglia.
Le voliere devono
essere di grandi dimensioni, in modo da poterle far muovere al
meglio. Questi uccelli non possono essere tenuti, come certi fanno,
che li tengono in gabbiette da 1 metro, come fossero canarini,
non rendendosi forse conto delle grandi dimensioni.
Il sesso non si
distingue facilmente, bisogna affidarsi al canto per avere la quasi
certezza dei sessi. -in verità esistono alcuni "accorgimenti" o "trucchetti"
che non sono scientifici ma a volte possono aiutare.
Le femmine di
solito hanno le ossa pubiche più larghe dei maschi in quanto
devono essere predisposte alla deposizione. I maschi viceversa,
oltre ad avere le ossa più strette, sono leggermente di taglia più
grande, e la testa un po’ più tonda.
Ma come ho detto,
sono quasi delle favole che non ci garantiscono molto, specialmente
se i soggetti sono dei novelli.
L’alimentazione è
molto semplice, un miscuglio di grano, orzo, avena e favino nano
(non gradito da tutti), da somministrare nelle mangiatoie, meglio se
giornalmente, perché
le Tortore ne sprecano mo.to
gettandolo in terra.
Si riproducono con
facilità, basta metter loro a disposizione il normale nido
reperibile in commercio, oppure anche una piccola cassettina
rialzata ai lati, con della pagliuzza dentro.
La femmina depone
un massimo di 2 uova, che cova alternandosi con il maschio per circa
15 giorni.
I
giovani crescono
velocemente ed a circa 30 giorni escono dal nido.
Li consiglio per i
neofiti, dato che il loro allevamento, non comporta grandi
sacrifici.
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IL DRAGONE
Nel mio
allevamento, oltre ad allevare fringillidi, allevo un'altra specie
di colombiforme: Il Colombo Dragone.
Non ci sono
parole per descrivere la sua bellezza, imponenza e carattere,
qualità che mi hanno fatto innamorare di lui, fino ad avere quasi
una devozione per questi soggetti.
Il Dragone,
originario dell’Inghilterra, discende dall’ormai estinto Colombo di
Horseman.
Veniva utilizzato
come Colombo viaggiatore, ma dopo diversi decenni, fu selezionato e
considerato un Colombo ornamentale.
Ha
mole robusta con becco massiccio e ottuso, caruncole nasali molto
sviluppate a forma di cuneo.
Esistono diversi
tipi di mantelli: il blu vergato, il blu martellato di nero, blu
argento con verghe, blu argento martellato, rosso con verghe, rosso
martellato, giallo martellato, bianco, nero ecc.
I
miei preferiti, sono quelli di colore blu con le loro varianti,
perché mettono in mostra tutte le qualità della Razza.
Tengo i soggetti
per coppia in gabbioni da due metri circa. Non sono animali per
niente difficili; l’unico accorgimento e di non esporli alle
correnti d’aria perché pur essendo di grande mole, tremano
facilmente agli sbalzi di temperatura che sono talmente deleterie
fino a causarne anche la morte.
Li nutro con una
miscela per colombi, con aggiunta di grano saraceno. Non amano il
pastone, pertanto per variare la dieta, due volte la settimana metto
loro a disposizione del pangrattato mischiato a del mangime per
pulcini.
I colombi,
diversamente ai canarini o altri uccelli, sono molto più vulnerabili
alle malattie. Per questo ogni circa 3 o 4 mesi bisogna fare dei
trattamenti, contro la tricomoniasi, coccidiosi, pseudo-peste (
contro la quale è bene fare un vaccino ogni anno) e gotta.
Si riproducono
tutto l’anno , ma non bisogna abusare, si rischia il deperimento dei
soggetti ed inoltre i novelli nati fuori stagione ( tardivi), non
sono presentabili alle mostre, perché al 90% portano dei difetti,
quali ad esempio il rimpicciolimento della taglia e sviluppo delle
ali irregolari.
Per questo motivo
è bene attenersi al normale periodo di riproduzione, che va da
marzo a luglio ed eventualmente andare un po' più avanti nel tempo,
solo in casi eccezionali.
La femmina depone
due uova, che cova per 15-18 giorni, a seconda della temperatura del
locale.
I piccoli, quando
nascono si presentano di colore chiaro con del piumino giallo, che
con il tempo prende il colore della propria specie e mutazione, a
seconda dei genitori.
A 30 giorni
diventano indipendenti, e si vede la prima conformazione delle
caruncole nasali, e l’ispessimento dei sopraccigli.
Una cosa da non
dimenticare mai, e quella di somministrare nell’acqua da bere delle
vitamine, soprattutto nel periodo in cui nascono i novelli.
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Maschio adulto |
Adulto con novelli |
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Spero che questi consigli, vi siano serviti, anche se sono solo
accenni di allevamento.
Sono a disposizione di chiunque sia interessato
all’allevamento di queste specie.
Ornitologia_dionisi@libero.it
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