Chi sono

 

Mi chiamo Milo (RNA 27EB), ho 35 anni e vivo a San Benedetto del Tronto, una località balneare in provincia di Ascoli Piceno nelle Marche.

Ho il diploma di grafico pubblicitario ma nella vita costruisco giocattoli, o meglio, lavoro in un’azienda che produce giocattoli e strumenti musicali.

Sono prossimo alle nozze e felicissimo di condividere tutto con la mia futura moglie, anche la passione per i miei adorati Gibber.

Eh sì, sono un allevatore di Gibber, strano nome per dei canarini dall’aspetto apparentemente poco aggraziato,  a volte stravaganti e spesso scoordinati nei movimenti, ma capaci di destare grande interesse e molta curiosità in chi ha la fortuna di osservarli la prima volta.  Per lo meno a me è successo così,  ero a casa di un mio amico il quale mi invitò a salire con lui in soffitta per farmi vedere dei canarini a suo parere particolarissimi, molto diversi da quelli che comunemente si possono vedere o trovare nei negozi di animali. Ero entusiasta se non addirittura eccitato e curioso di vedere dei canarini per me nuovi, abituato com’ero ad apprezzare quelli più comuni e conosciuti. Quando il mio amico aprì la porta si spalancò davanti a  me  qualcosa di   inimmaginabile:

io che avevo sempre visto ed avuto canarini piccoli e con il piumaggio corto mi trovai di fronte a degli esseri giganteschi, dal piumaggio vaporoso, variopinto, alcuni dei quali con addirittura uno strano ciuffo in testa; si trattava di Padovani, Parigini, oltre che di Arricciati del nord e Arricciati del sud. Dopo una rapida panoramica (dato che i soggetti erano moltissimi ed anche diversi tra loro), mi fermai ad un tratto davanti ad una gabbia e rimasi talmente rapito da non riuscire a focalizzare nient’ altro con egual nitidezza. Il mio amico continuava ad espormi le caratteristiche dei suoi canarini ma io ero come ipnotizzato davanti a quella gabbia ad ammirare un peculiarissimo canarino che sembrava addirittura barcollare sul posatoio, tanto che pensai fosse come ubriaco. Il mio compagno seguitò a parlare da solo per qualche secondo e quando si accorse che non lo stavo più ascoltando si avvicinò a me dicendomi: “te lo avrei fatto vedere per ultimo ma dato che ti sei incantato ti presento il Gibber Italicus”; io sgranai gli occhi, e dopo averglielo fatto ripetere gli chiesi il significato di quel nome, non avendo la minima conoscenza del latino. Fu così che iniziai ad amare ed a conoscere il cosiddetto Gobboso Italiano.

 

il mio indirizzo e-mail: milo.iachini@gmail.com

 
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