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Questa terza edizione dei Criteri di Giudizio dei
Canarini di Forma e Posizione Lisci, redatta sulla
scorta delle precedenti esperienze, nasce
dall'esigenza di mantenere il testo aggiornato ed
al "passo con i tempi". Tiene conto, pertanto, di
alcune indispensabili variazioni a normative non
più attuali, degli indirizzi specifici emersi
negli incontri con i Clubs e con i Giudici della
specializzazione, degli orientamenti tecnici delle
altre Nazioni che aderiscono alla COM/OMJ; ma
soprattutto tiene conto dell'evoluzione delle
Razze.
Fra l'altro è stata soppressa la parte relativa
all'entità numerica delle penalizzazioni, perché
si è voluto privilegiare una forma più descrittiva
dei difetti riscontrabili nei soggetti presentati
al giudizio nelle mostre, in quanto le elencazioni
precedenti così analitiche e minuziose, anche se
avevano un indubbio merito di ricordare al giudice
ed all'allevatore sia i difetti più comuni che i
difetti più gravi, potevano così formulate,
presentare anche il rischio di essere fraintese
come una semplice somma di punti negativi da
togliere e far trascurare, nella rigorosa e
puntigliosa analisi dei difetti, la sintesi di
merito complessiva. C'era il rischio, in una
parola, di un giudizio troppo "al negativo":
quando il buon senso, la pratica e la conoscenza
insegnano al giudice che deve prima di tutto
valutare i soggetti partendo dai loro pregi
specifici indicati dalle voci più qualificanti; un
giudizio, quindi, "al positivo" per poi applicare
le penalizzazioni per quei difetti che
pregiudichino la tipicità e la bellezza del
soggetto.
Questa ci è sembrata l'unica strada possibile per
effettuare un vero giudizio "a confronto" con
l'uso contemporaneo della scala valori con tutte
le indicazioni tecniche che essa contiene.
Per quanto riguarda la quantificazione in termine
di punti da togliere per i difetti riscontrati si
è lasciata alla razionalità ed al buon senso del
giudice ogni valutazione, tenuto ben presente che
le voci più qualificanti, se da un Iato
identificano la razza e ne fissano i pregi, devono
essere più colpite quando evidenziano difetti
gravi o denunciano addirittura atipicità o
meticciamenti.
Si è ritenuto, inoltre, utile riportare brevissimi
cenni sulle origini delle razze perché
l'evoluzione delle caratteristiche, cioè della
forma del corpo, della testa, della posizione,
della qualità del piumaggio ecc..., selezionate e
fissate nel tempo dagli allevatori, sono quelle
che oggi servono a qualificare ed identificare
ogni singola razza.
Giudicare la forma e la posizione che,
indissolubilmente, sono legate fra loro, di
soggetti vivi, in movimento, che solo
momentaneamente acquisiscono la corretta posizione
mostrando in contemporanea la forma richiesta è
cosa, come tutti sanno, oltremodo difficile,
perché anche condizionata dalle condizioni
psicofisiche (stanchezza, paura, stato di salute,
stress, ecc,) del soggetto che non solo mutano
quotidianamente ma addirittura di ora in ora
essendo legate a fattori quali la temperatura, la
luminosità, l'alloggiamento, l'ambiente ecc.
L'uso del presente testo ha, pertanto, in
definitiva. la funzione di stabilire un punto di
riferimento al quale riferirsi per
l'interpretazione degli standard chiarendo che
cosa è richiesto a ciascuna razza ed in che modo
si deve valutare ciò che in quel momento del
soggetto si vede e di imprimere un indirizzo
tecnico utile a fare chiarezza ed a ridurre
eventuali disparità di giudizio.
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