INDICE ANNATA

  ITALIA ORNITOLOGICA

 

ANNO XXXIII -  Gennaio 2007

Come in ogni redazione, anche in quella di Italia Ornitologica arrivano lettere ed e-mail. Sono a volte degli elogi, altre delle critiche, altre ancora semplici richieste di informazioni o chiarimenti. Come in ogni redazione, si pubblicano oppure no, a seconda dell’argomento e dell’interesse che possono suscitare nei lettori.

Ci sono poi scritti che, per qualche tempo, si lasciano lì, sulla scrivania ad aspettare, magari nascosti sotto fogli in quel momento più urgenti. Scritti che si dimenticano nella fretta quotidiana e che poi tornano in mente nei momenti più impensati. È il caso dell’e-mail di Luca, giovane allevatore di Canarini di Colore.

Luca affronta una questione che ci sta a cuore, quella dei ragazzi e delle ragazze che si affacciano al nostro mondo e che trovano talvolta poca informazione e pochi spazi. Ma leggiamo quanto ci scrive: “Mi sono avvicinato all’ornicoltura grazie ad uno strumento potentissimo come oggi è internet ed ho scoperto in me l’interesse e la passione per un mondo che mai prima d’ora mi aveva coinvolto perchè non lo conoscevo. Quasi due anni fa mi sono iscritto ad un’Associazione che fa capo alla F.O.I.. L’unica occasione nella quale ho avuto modo di conoscere il presidente e qualche socio è stata all’atto del pagamento della quota d’iscrizione, poi non una riunione, né un incontro. Ho pensato fosse un caso isolato e ho deciso di cambiare Associazione. Ne ho scelto una grande del centro nord e qui la cosa si è ripetuta: ho pagato la quota e non ho più avuto notizie. Ora, mi rivolgo al presidente Cirmi ed alle tante Associazioni porgendo una domanda. Se c’è carenza di giovani che si avvicinano al nostro mondo di allevatori, perché quando i giovani ci sono e vogliono imparare, vengono abbandonati a se stessi? Come possono sperare di crescere e farsi promotori di nuove adesioni da parte di altri giovani? Secondo me le Associazioni trovano il loro significato quando sono lo strumento che permette agli associati di ritrovarsi, discutere, crescere ed essere una scuola per i nuovi entrati insegnando prima di tutto, che la conoscenza è l’unico modo per non far del male ai nostri amici alati”.

Questo scrive Luca. Risposta non facile o quasi scontata? Ci possiamo nascondere nella consueta retorica del “dobbiamo fare qualcosa per i giovani?”…

Vedi, Luca, le questioni che tu poni si prestano a diverse considerazioni. Intanto ti sarai accorto che il nostro è un mondo di appassionati specialisti di ornitologia applicata, dove si usa un linguaggio per addetti ai lavori che si presume che tutti, da subito, comprendano.

A dir il vero è anche giustificabile che sia così, ma so bene che per chi vi si affaccia - giovane oppure no -

 

 

sentir parlare di calotte, di considerando, di stamm, di incroci e reincroci può, sul subito, creare confusione e smarrimento.

Soprattutto quando si vorrebbe invece sentir parlare di cose più semplici, sul come far stare bene e far riprodurre quegli esserini che ci siamo portati a casa e che cinguettano felici, senza patemi di standard e di considerando. Purtroppo, come in tutte le cose, per formarsi ci vuole tempo e sono determinanti la volontà di leggere testi di settore e di frequentare le mostre, così come è una reale opportunità quella di trovare allevatori esperti che diventino guida e riferimento alla nostra crescita culturale e pratica. Sì, ma dove trovarli? Tu stesso dici, Luca, che hai conosciuto questo mondo attraverso internet.

Ecco, internet diventa fondamentale come strumento per arrivare ai giovani e per farli dialogare. Il sito della Federazione, ed il forum sono di certo un luogo di incontro e di formazione tra allevatori esperti e giovani, che ne fruiscono numerosi.

Sappiamo che oggi è spesso più facile comunicare a centinaia di chilometri di distanza che nella stessa città, nella stessa provincia, dove viviamo magari vicini.

Internet però non basta. È necessario anche un contatto diretto con chi vive la nostra passione. E infatti tu stesso lamenti la mancanza di incontri presso le due Associazioni alle quali ti sei iscritto. Non ho motivo di non credere a quanto riferisci, anche se posso dirti che sei stato forse poco fortunato, perché molte Associazioni hanno un luogo abituale di incontro (il bar, il circolo, una stanza messa a disposizione da un socio), dove svolgono regolare attività associativa e convocano quantomeno un’Assemblea annuale per approvare il Bilancio. Sono le stesse Associazioni che lamentano, se mai, il problema contrario, vale a dire la mancanza di partecipazione da parte dei soci, malgrado l’impegno di gruppi dirigenti che impiegano il proprio tempo, non dimentichiamolo mai, per passione e nel più puro volontariato.

La tua lettera induce però ad una riflessione più approfondita sul ruolo delle Associazioni provinciali e su quello dei Club di specializzazione.

 

 

Ruoli differenti e complementari, che dovrebbero sempre più intersecarsi non solo in occasione delle mostre della stagione, ma in tutto l’arco dell’anno.

Perché le Associazioni sono presidi territoriali, i cui dirigenti devono sì aggregare i soci locali e organizzare la mostra, ma devono soprattutto avviare o consolidare rapporti con le Istituzioni, con le Asl, con gli Organi di stampa e con tutti quei soggetti che diventano fondamentali per svolgere serenamente la nostra passione e per farla conoscere ad un più vasto pubblico. Dovrebbero quindi, in particolare, attivarsi su temi di attualità e prevedere incontri formativi e informativi, anche e soprattutto in collaborazione con i Raggruppamenti regionali, che hanno funzione di supporto e di coordinamento per queste attività.

Gli aspetti più strettamente formativi dal punto di vista specialistico potrebbero invece essere prerogativa dei Club, che considero vere scuole di allevamento. È spesso nei Club che ci sono gli allevatori migliori ed i più esperti e sono pertanto i Club che possono organizzare seminari e convegni di specializzazione. Così come è nei siti dei Club che si trovano le risposte alle domande più comuni ed a quelle più tecniche. In sintesi, le risposte ai giovani ed a quanti si avvicinano al nostro mondo devono venire da una sinergia tra tutte le componenti della Federazione.

La F.O.I. è il governo centrale, che ha precise funzioni e che deve dare tutto il supporto possibile ai dirigenti per costruire un organismo moderno e flessibile. Ma non c’è solo “la F.O.I.” ... ci sono le Associazioni (riunite in Raggruppamenti) e ci sono i Club (riuniti in Assemblea), ci sono già esperti Giudici, che insieme costituiscono trama e ordito di una sola tela, ognuno con compiti diversi, ma strettamente collegati. Nessuna ricetta miracolosa per i giovani, dunque, non ne conosco. Semplicemente l’invito ad aprire loro le porte della conoscenza ed a coinvolgerli con gioia quando hanno voglia di imparare.

Un consiglio, infine, a Luca ed ai ragazzi e alle ragazze: non abbiate fretta. Sono qualità del nostro hobby: la pazienza, lo studio, la capacità di osservare, il rispetto delle stagioni. Non bisogna mai avere timore di chiedere, di fare domande e proposte, di sollecitare quei presidenti di Associazione che tali non sono solo per pigrizia. Non siate semplicisti a dire che non si fa niente. Ci sono giovani in F.O.I., e lo abbiamo visto anche all’ultimo Campionato Italiano, che partecipano, portano idee, diventano leader e coinvolgono altri giovani.

Noi veterani possiamo e dobbiamo fare molto per trasferirvi la conoscenza e la pratica. Se siete convinti, se avete passione, se portate aria e spirito nuovi, crescete voi e cresciamo tutti insieme.

 

Testo di Salvatore Cirmi

Presidente F.O.I.

Foto di Redazione

anno XXXIII - n. 1
Gennaio 200
7

 

 
 

IN QUESTO NUMERO

 

  Giovani e partecipazione

    di Salvatore Cirmi

  I Lipocromici

   di C.T.N. - Colore

  Il Verzellino

   di Giuseppe Raimondi

  Forlì 2006

   di Margherita Pilone

  Piume inglesi...

   di Enrico Grammatico

  L'Ara ambigua

   di Gianni Ravazzi

  "Allevare, proteggere, conservare"

    di Nicolino Jogna Prat

  Lo Storno superbo

   di Gianni Ficeti

  Avicoltura e Ornitologia "Città di Jesolo"

   di Roberto Bassi

  I colori nei Pappagalli

   di Gianni Matranga

 

 

  "Sono stato nell'Harz"

   di Gaetano Montanari

I lumps nel Canarino

   di Gianluca Todisco

Prima Giornata del Socio

   di Gennaro Iannuccilli

Trappola per lepidotteri

   di Luigi Gazzola

Incontro al vertice OMJ

   di Salvo Affronti

"Club del Padovano"; protagonisti importanti

   di Giuseppe Valendino

L'Ondulato di Colore (1a parte)

   di C.T.N. - O.P.

In missione a Barcelos

   di Gino Cortese

Il Libro del mese

   di Ivano Mortaruolo

Lettere

 

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