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Viviamo un’epoca in cui tutto si consuma con
rapidità. Tutto avanza, tutto si modifica, tutto
passa. Ciò che oggi consideriamo moderno, già
domani risulta superato. Eppure, per quanto
incompatibile, se da un lato il mondo avanza
inesorabilmente, dall’altro è sempre più sentita
e diffusa in noi l’esigenza di valorizzare il
passato, di recuperare le radici, di fare tesoro
della storia. |
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Un
centro museale è, prima di tutto, uno spazio
fisico. Museo significa “luogo sacro alle muse”,
divinità che, secondo la mitologia greca,
proteggevano la poesia, le scienze e le arti;
connotazioni e requisiti su cui poggia
l’allevamento amatoriale dei nostri uccelli.
Pensate se avessimo oggi la possibilità di
vedere i primi Lizard… forse potremmo meglio
capire la loro origine; pensate di poter
verificare, visivamente |
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tradotte, le principali riviste ornitocolturali
del mondo, alla quale allevatori e studiosi
possano agevolmente accedere; e così, un sito
con la storia dell’ornitocoltura, le Razze e la
loro evoluzione, le tecniche di allevamento, i
personaggi che si sono distinti nella storia,
tutte le tappe che hanno dato un significato al
nostro percorso e che ci hanno condotti sin qui.
Senza
sottovalutare i rapporti |

Va
proprio in questa direzione il progetto di dare
vita ad un centro museale di storia dell’ornitocoltura
internazionale. Progetto che rientra, da tempo,
nel percorso di potenziamento della nostra
Federazione e che ora è un po’ più vicino a
realizzarsi. Un centro museale che avrà sede a
Piacenza, dove l’Amministrazione comunale ci ha
messo a disposizione, in comodato d’uso
gratuito, una
palazzina nel verde, in località Le Mose.
Accanto alla nuova sede della F.O.I., di certo
più consona dell’attuale, troverà spazio anche
una parte museale.
Qualche socio sorriderà, forse, nel sentire la
parola “museo”. Qualcuno si chiederà com’è
possibile che, con tutti i problemi attuali che
ci troviamo ad affrontare nella gestione
dell’oggi, dobbiamo perderci nel rincorrere
obiettivi che paiono grandiosi e lontani dalla
nostra pratica allevatoria quotidiana. Cosa
c’entra un museo con la F.O.I.?
C’entra. C’entra, perché l’affrontare con
responsabilità l’oggi non esclude il progettare
il domani. C’entra, perchè è anche dal recupero
del passato e della sua conoscenza che possiamo
pensare di salvaguardare il nostro mondo e di
condividere e diffondere un hobby nobile e
antico con mezzi e strumenti moderni.
Non è
un’idea fine a se stessa, è una concreta
prospettiva di sviluppo per il futuro.
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a
ritroso, certe Razze nella loro sequenza
evolutiva e nelle loro mutazioni e non soltanto
nello standard finale;
pensate di entrare in una sezione degli Ibridi e
di confrontare i 50/100 Ibridi tutti tra loro
diversi, pur generati dalla stessa coppia;
provate a immaginare di avere a disposizione le
vere e autentiche rarità che non sempre abbiamo
la fortuna di ammirare alle mostre e che spesso
appaiono una sola volta nella nostra vita di
appassionati...

Un
museo dell’ornitocoltura è quindi una banca dati
visiva, nella quale ogni allevatore può
verificare, osservandola, la storia; è uno
spazio fisico dove conservare immagini,
documenti, pubblicazioni, oggetti di
allevamento, dove allestire una biblioteca con
libri e riviste di tutto il mondo; è uno spazio
dove collocare un’area didattica per le scuole
con progetti calibrati per ogni livello di età;
un luogo dove osservare gli uccelli nelle
voliere e dove ascoltare
il canto registrato dei nostri
Canarini, un luogo piacevole e insolito, aperto
alle visite degli addetti ai lavori e degli
appassionati. Uno spazio fisico |
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che si
possono avviare e consolidare con ornitologi,
veterinari, università, musei ornitologici,
centri studi, associazioni con finalità analoghe
alle nostre, nonché avviare corsi di formazione
pratica tenuti dagli stessi allevatori e
promossi in varie zone d’Italia. Un lavoro
enorme, un progetto dal grande respiro,
culturale e pratico. Non risulta che ci siano
altri centri museali di ornitocoltura in Italia
e nel mondo. Ci sono invece molte testimonianze
di come tali luoghi possano diventare poli di
attrazione e di promozione culturale.
Il
progetto ci darà l’opportunità di accedere a
finanziamenti pubblici, che andremo in ogni modo
a perseguire per le varie tipologie
d’intervento, oltre ad auspicabili
sponsorizzazioni private che è nostra cura
andare a ricercare. Quello che riusciremo a
creare, col supporto di ogni tesserato,sarà
testimonianza della passione e delle capacità
del nostro mondo. Qualcosa di concreto, di
pratico, in grado di andare oltre le persone e
oltre l’oggi, diventando patrimonio della
Federazione e di quelli che, dopo di noi,
verranno.

“È
difficile definire ciò che è impossibile: i
sogni di ieri sono la speranza di oggi e la
realtà di domani” diceva l’inventore Robert
Goddard. Aveva ragione.
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Testo di Salvatore Cirmi
Presidente F.O.I.
Foto di Redazione |
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