INDICE ANNATA

  ITALIA ORNITOLOGICA

 

ANNO XXXIII -  Aprile 2007

LA F.O.I. A CACCIA DI VIRUS

Piano nazionale di monitoraggio

 

Quando nell’aprile del 2004 la nostra Rivista pubblicò un articolo dal titolo “La F.O.I. e l’influenza aviaria”, forse solamente coloro i quali avevano partecipato al piano di monitoraggio lessero attentamente quel testo. Anche quando presentai i risultati del monitoraggio all’Assemblea delle Associazioni non notai particolare entusiasmo. Naturalmente, nel 2004 ancora non si poteva ben comprendere l’entità del problema, anche se c’è da dire che la F.O.I. già all’epoca si era attivata in tal senso; purtroppo, la tiepida reazione da parte dei Presidenti di Associazione e degli allevatori non ha contribuito a determinare lo stimolo per procedere su quel giusto cammino con forza e decisione.

Naturalmente, oggi tutto è cambiato: la notevole informazione mediatica ha trasformato tutti in attenti conoscitori delle problematiche, determinando però nella gente una paura generalizzata anche nei confronti dei pennuti “domestici”, paura totalmente inspiegabile per noi allevatori di uccelli.

Fortunatamente, nella stagione mostre 2005 - grazie all’impegno e all’attività di tanti – si sono svolte molte manifestazioni, anche se con diverse restrizioni. Ogni mostra che ha avuto luogo, ha rappresentato, per la F.O.I. e le sue Associazioni, il risultato dello sforzo profuso durante i giorni di crisi, quando in Europa veniva richiesto di vietare i raduni e le manifestazioni ornitologiche, il cui svolgimento ha - invece- testimoniato quanto di buono sia stato fatto nel nostro Paese.

Purtroppo la mancata conoscenza di dati scientifici ed epidemiologici riguardanti i virus influenzali, nell’ambito degli allevamenti di uccelli ornamentali,  ha    determinato,

 

 

per il corretto principio di precauzione, misure restrittive dovute al fatto che anche tali specie possono potenzialmente essere infettate dai virus influenzali, come dimostrato in condizioni sperimentali.

La Presidenza F.O.I., al fine di tutelare i propri soci e rendersi utile nel contesto nazionale, ha ritenuto utile ed opportuno iniziare un cammino che permettesse  contestualmente

di tutelare i propri allevatori e tutti gli appassionati visitatori delle manifestazioni ornitologiche, nonché di dare visibilità alla Federazione attraverso un sistema di autocontrollo di tipo sanitario.

 

 

La chiave di volta di questo complesso problema dipende proprio da noi; dobbiamo tutti insieme responsabilizzarci, sapendo che nessuno potrà mai garantire la totale estraneità dell’allevamento ornamentale nei confronti dei virus influenzali e che solamente attraverso la nostra disponibilità nel controllare le nostre manifestazioni ed i nostri allevamenti, tramite le istituzioni competenti, potremmo contribuire ad avere una certificazione utile ai fini espositivi e di movimentazione.

Durante la tempesta del 2005, il direttivo nazionale ha pensato bene di sfruttare quella particolare situazione ed ha proposto ai vari Presidenti di Associazione, ai Presidenti delle Mostre ed anche ai singoli soci, un piano di autocontrollo nei confronti dei virus influenzali volto a chiarire la situazione epidemiologica nell’ambito degli allevamenti di uccelli ornamentali - permettendo ai rispettivi Presidenti delle Mostre di poter produrre - in caso di richiesta - un certificato che manifestasse l’effettuazione di controlli nei confronti dei virus influenzali. Il piano si prefiggeva di analizzare le feci provenienti da un numero statisticamente valido di soggetti provenienti dalle manifestazioni ornitologiche, congiuntamente all’esame autoptico, da effettuarsi in tutti i casi in cui nella mostra si fossero presentati decessi, corredato dai relativi ed ulteriori accertamenti diagnostici.

Con la stagione mostre 2005, diversi campioni sono pervenuti al laboratorio di riferimento, dove tramite esame PCR non sono state riscontrate positività.

 

 

Risultato sicuramente preve-dibile ma sconosciuto alla comunità scientifica ed al sistema sanitario. Sulla base degli ottimi risultati ottenuti durante la stagione mostre 2005, mediante il “Piano nazionale di monitoraggio conoscitivo per i virus influenzali negli uccelli ornamentali”, cercando di rendere   maggiormente  validi i 

dati già citati al fine di tutelaregli iscritti alla Federazione,ci siamo proposti nuovamente di ripercorrere -congiuntamente alla Sezione di Verona dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie - il cammino intrapreso attraverso l’istituzione di un “Piano di monitoraggio conoscitivo per i principali patogeni degli uccelli ornamentali”.

Per la stagione mostre 2006, il piano basato sulla ricerca dei virus influenzali ha esteso, quindi, le ricerche ai potenziali patogeni per gli uccelli ornamentali, permettendo così, oltre ad un importantissimo studio epidemiologico riguardante i virus influenzali negli uccelli ornamentali, anche uno studio epidemiologico dei principali patogeni per gli uccelli ornamentali, altrettanto importante per gli allevatori in particolare.

Siamo lieti di comunicarvi che il piano di monitoraggio 2006 ha riscosso larghi consensi, come dimostrano i 1500 campioni inviati. I risultati ottenuti hanno dimostrato, mediante metodica PCR (Polimerase chain reaction), assenza di virus influenzali di Tipo A in tutti i campioni esaminati; questi risultati, congiuntamente ai dati della stagione 2005, costituiscono l’evidenza dell’estraneità del circuito dei volatili ornamentali con i virus influenzali.

Ulteriori dettagli del piano di monitoraggio 2006, in particolare i dati sui patogeni degli uccelli ornamentali, verranno pubblicati prossimamente; oggi ci premeva comunicarvi la nostra riconoscenza per il vostro ineguagliabile contributo.

Concludo nella speranza che, come il vino al metanolo per il viticultori, l’influenza aviaria possa essere per noi allevatori di uccelli ornamentali la possibilità di dimostrare che alleviamo con amore, mantenendo i soggetti in ottime condizioni di salute.

 

 

Testo di Salvatore Catania

Medico Veterinario

Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sicilia

c/o Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie - Laboratorio Diagnostica Clinica Padova

Foto di Redazione

anno XXXIII - n. 4
Aprile 200
7

 

 
 

IN QUESTO NUMERO

 

  La F.O.I. a caccia di virus

    di Salvatore Catania

  Come nidificano gli Uccelli

   di Gianni Ravazzi

  La Giardiasi

   di Patrizio Raffaele Fontana

  La selezione del Lucherino

   di Domenico Carlomagno

  L'insostituibile spiga di Panico

   di Luigi Bergonzi

  Benvenuto Canarino Cobalto

   di C.T.N. Canarini di Colore

  L'istinto "materno" nei passeriformi

    di Angelo Citro

  Morfologia e genetica del Fife Fancy

   di Gianluca Todisco

  La C.O.M. parla italiano

   di Margherita Pilone

  Incontro con le C.T.N. Nazionali

   di Gennaro Iannuccilli

 

  I colori Verde e Ardesia

   di Enrico Grammatico

Parliamo ancora dell'Ondulato lutino

   di Roberto Bugli

La costruzione del canto del Canarino

   di Francesco di Giorgio

I fattori di inscurimento negli Agapornis

   di Gianni Matranga

Patologie dell'apparato riproduttore

   di Fabrizio Verzani

L'Usignolo

   di Gianni Cavina

il Canarino "Nero Opale Rosso Mosaico"

   di Giovanni Nunziata

Pet Therapy, convegno a Torino

   di Raggruppamento Piemonte/Valle d'Aosta

L'industria della paura

   di Giuseppe Valendino

Lettere

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