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Piano nazionale di monitoraggio
Quando nell’aprile del 2004 la nostra Rivista
pubblicò un articolo dal titolo “La F.O.I. e
l’influenza aviaria”, forse solamente coloro i
quali avevano partecipato al piano di
monitoraggio lessero attentamente quel testo.
Anche quando presentai i risultati del
monitoraggio all’Assemblea delle Associazioni
non notai particolare entusiasmo. Naturalmente,
nel 2004 ancora non si poteva ben comprendere
l’entità del problema, anche se c’è da dire che
la F.O.I. già all’epoca si era attivata in tal
senso; purtroppo, la tiepida reazione da parte
dei Presidenti di Associazione e degli
allevatori non ha contribuito a determinare lo
stimolo per procedere su quel giusto cammino con
forza e decisione.
Naturalmente, oggi tutto è cambiato: la notevole
informazione mediatica ha trasformato tutti in
attenti conoscitori delle problematiche,
determinando però nella gente una paura
generalizzata anche nei confronti dei pennuti
“domestici”, paura totalmente inspiegabile per
noi allevatori di uccelli.
Fortunatamente, nella stagione mostre 2005 -
grazie all’impegno e all’attività di tanti – si
sono svolte molte manifestazioni, anche se con
diverse restrizioni. Ogni mostra che ha avuto
luogo, ha rappresentato, per la F.O.I. e le sue
Associazioni, il risultato dello sforzo profuso
durante i giorni di crisi, quando in Europa
veniva richiesto di vietare i raduni e le
manifestazioni ornitologiche, il cui svolgimento
ha - invece- testimoniato quanto di buono sia
stato fatto nel nostro Paese.

Purtroppo la mancata conoscenza di dati
scientifici ed epidemiologici riguardanti i
virus influenzali, nell’ambito degli allevamenti
di uccelli ornamentali, ha determinato,
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per il corretto principio di precauzione, misure
restrittive dovute al fatto che anche tali
specie possono potenzialmente essere infettate
dai virus influenzali, come dimostrato in
condizioni sperimentali.
La Presidenza F.O.I., al fine di tutelare i
propri soci e rendersi utile nel contesto
nazionale, ha ritenuto utile ed opportuno
iniziare un cammino che permettesse contestualmente
di tutelare i propri allevatori e tutti gli
appassionati visitatori delle manifestazioni
ornitologiche, nonché di dare visibilità alla
Federazione attraverso un sistema di
autocontrollo di tipo sanitario.

La chiave di volta di questo complesso problema
dipende proprio da noi; dobbiamo tutti insieme
responsabilizzarci, sapendo che nessuno potrà
mai garantire la totale estraneità
dell’allevamento ornamentale nei confronti dei
virus influenzali e che solamente attraverso la
nostra disponibilità nel controllare le nostre
manifestazioni ed i nostri allevamenti, tramite
le istituzioni competenti, potremmo contribuire
ad avere una certificazione utile ai fini
espositivi e di movimentazione.
Durante la tempesta del 2005, il direttivo
nazionale ha pensato bene di sfruttare quella
particolare situazione ed ha proposto ai vari
Presidenti di Associazione, ai Presidenti delle
Mostre ed anche ai singoli soci, un piano di
autocontrollo nei confronti dei virus
influenzali volto a chiarire la situazione
epidemiologica nell’ambito degli allevamenti di
uccelli ornamentali - permettendo ai rispettivi
Presidenti delle Mostre di poter produrre - in
caso di richiesta - un certificato che
manifestasse l’effettuazione di controlli nei
confronti dei virus influenzali. Il piano si
prefiggeva di analizzare le feci provenienti da
un numero statisticamente valido di soggetti
provenienti dalle manifestazioni ornitologiche,
congiuntamente all’esame autoptico, da
effettuarsi in tutti i casi in cui nella mostra
si fossero presentati decessi, corredato dai
relativi ed ulteriori accertamenti diagnostici.
Con la stagione mostre 2005, diversi campioni
sono pervenuti al laboratorio di riferimento,
dove tramite esame PCR non sono state
riscontrate
positività.
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Risultato sicuramente preve-dibile ma
sconosciuto alla comunità scientifica ed al
sistema sanitario. Sulla base degli ottimi
risultati ottenuti durante la stagione mostre
2005, mediante il “Piano nazionale di
monitoraggio conoscitivo per i virus influenzali
negli uccelli ornamentali”,
cercando di rendere maggiormente validi i
dati già citati al fine di tutelaregli iscritti
alla Federazione,ci
siamo proposti nuovamente di ripercorrere
-congiuntamente alla Sezione di Verona
dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle
Venezie - il cammino intrapreso attraverso
l’istituzione di un “Piano di monitoraggio
conoscitivo per i principali patogeni degli
uccelli ornamentali”.
Per la stagione mostre 2006, il piano basato
sulla ricerca dei virus influenzali ha esteso,
quindi, le ricerche ai potenziali patogeni per
gli uccelli ornamentali, permettendo così, oltre
ad un importantissimo studio epidemiologico
riguardante i virus influenzali negli uccelli
ornamentali, anche uno studio epidemiologico dei
principali patogeni per gli uccelli ornamentali,
altrettanto importante per gli allevatori in
particolare.

Siamo lieti di comunicarvi che il piano di
monitoraggio 2006 ha riscosso larghi consensi,
come dimostrano i 1500 campioni inviati. I
risultati ottenuti hanno dimostrato, mediante
metodica PCR (Polimerase chain reaction),
assenza di virus influenzali di Tipo A in tutti
i campioni esaminati; questi risultati,
congiuntamente ai dati della stagione 2005,
costituiscono l’evidenza dell’estraneità del
circuito dei volatili ornamentali con i virus
influenzali.
Ulteriori dettagli del piano di monitoraggio
2006, in particolare i dati sui patogeni degli
uccelli ornamentali, verranno pubblicati
prossimamente; oggi ci premeva comunicarvi la
nostra riconoscenza per il vostro ineguagliabile
contributo.
Concludo nella speranza che, come il vino al
metanolo per il viticultori, l’influenza aviaria
possa essere per noi allevatori di uccelli
ornamentali la possibilità di dimostrare che
alleviamo con amore, mantenendo i soggetti in
ottime condizioni di salute.
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Testo di
Salvatore Catania
Medico
Veterinario
Istituto
Zooprofilattico Sperimentale della Sicilia
c/o Istituto
Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie -
Laboratorio Diagnostica Clinica Padova
Foto di Redazione |
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