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È passato solo un anno dall’annunciata idea di
procedere alla “mappatura” , o censimento, e
oggi possiamo già riflettere sui primi
risultati: parziali ma comunque indicativi della
realtà FOI e delle potenzialità dello strumento.Ricordiamo
che è la prima volta in assoluto nella storia
del nostro Movimento che si tenta di conoscere
la sua composizione, qualitativa e quantitativa,
dal punto di vista degli uccelli allevati. E
probabilmente è anche la prima volta in Europa.
È stato un anno intenso,vissuto in un clima di
scetticismo venato di commenti vuoi
pessimistici, vuoi ottimistici , con un fondo
d’indifferenza: ma è stato anche un anno intenso
per chi ha dovuto operare quotidianamente per
stimolare e raccogliere i dati per poi inserirli
nel software ed elaborarli.
Tralasciamo tutte le considerazioni fatte
all’inizio di questo lavoro, volte a motivare in
positivo sulla necessità di dotarci di uno
strumento d’analisi, nell’ambito di un progetto
di respiro nazionale, chiamato “Conoscerci per
farci conoscere”.Speriamo che questi primi
risultati , parziali e migliorabili,servano a
superare tutte quelle barriere e quelle
diffidenze che hanno caratterizzato l’inizio di
questa “avventura”.
Questo primo anno è servito anche per capire le
sottovalutazioni fatte ed i miglioramenti
possibili: un’informazione più capillare, una
predisposizione della scheda più semplice e una
più chiara contestualizzazione degli obiettivi
avrebbe prodotto un risultato più alto; faremo
tesoro di tutto questo e altro per migliorare la
mappatura 2007/08.
E’ indiscusso l’impegno encomiabile di molti (ma
purtroppo non di tutti , ed i dati mostrano la
disomogeneità delle risposte), impegno che ha
portato a mappare il 48% degli iscritti (tab. A)
e 8561 schede inserite, mettendo a disposizione
un dato che assume connotati interessanti
d’analisi ma che per le caratteristiche
eterogenee dei nostri allevamenti non può essere
riproporzionato automaticamente al 100%.
Partendo da questo primo dato “macro” i livelli
d’elaborazione come vedrete successivamente
possono essere tanti e tanti altri si possono
inserire.
Da questo dato suddiviso per Raggruppamento, che
traduce il primo dato della tabella A in quante
coppie e quanti nati, si può passare ad un
dettaglio ulteriore relativo a quante coppie e
quanti nati per Razza (colore, cfpl,cfpa,Ibridi,
esotici, indigeni, ondulati, psittacidi, canto)
(Tab. B )
Il Colore rappresenta il 51.6% delle coppie FOI:
il dato stimola qualche riflessione.
Un dato medio che incuriosisce è quello della
natalità: si va dal 2.02 per gli ibridi al 4.54
nati per coppia per il colore (medio generale
3.80).
Questo livello di elaborazione può essere
applicato, con ulteriore dettaglio, anche per
Raggruppamento o per Associazione.
Come si vede dalla tabella C, i dati che si
possono elaborare sono relativi anche alla
suddivisione tra ancestrali e mutati.
Ovviamente tutti i numeri riportati nelle
precedenti tabelle sono l’elaborazione puntuale
dei dati che le schede arrivate riportavano.
Essi scontano purtroppo un qualche livello di
non precisione determinato dal fatto che in
alcuni casi non veniva specificato il dettaglio
ancestrale o mutato o in altri casi la
descrizione era generica
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(es. psittacidi e non la descrizione del
soggetto).Dal
dato razza possiamo passare ad un livello ancora
più analitico per individuare, sempre con le
possibili suddivisioni per Raggruppamento per
Associazione o generale Italia, i vari tipi di
uccelli .La tabella (C) che segue ne è un
esempio.
Conclusioni, che hanno solo lo scopo di mostrare
l’estrema flessibilità dello strumento e l’ampia
tipologia dei dati che possono essere ricavati
per Italia, per Raggruppamento e per
Associazione. Ciascuno, allevatore o dirigente,
potrà valutare il livello di soddisfacimento del
proprio specifico interesse:
- Il dato complessivo, nazionale,
sull’adesione è buono (tab. A: 48%), considerata
l’ostilità con cui questi censimenti, non solo
di attività hobbistiche, vengono accolti le
prime volte e la difficoltà di raggiungere i
singoli allevatori (o i simpatizzanti non
allevatori che partecipano comunque alla
mappatura!);

alcuni Raggruppamenti si collocano
nell’eccellenza e meritano un encomio, mentre se
altri portassero il proprio livello di adesione
dal 20-30% del 2006 alla media nazionale (48%)
fornirebbero un enorme ed utilissimo contributo
alla causa del Movimento.Si tratta di
Raggruppamenti tra i più “popolosi” e
significativi per qualità e razze allevate e
quindi un livello medio della loro adesione
prossimo alla media nazionale sarebbe veramente
utile.
- Se prescindiamo dalle razze
prevalentemente allevate ( ed è una
semplificazione non accettabile a cuor leggero,
poiché la produttività varia nettamente per le
diverse razze, vedi tab. B), la tab. B può
essere utilizzata per ottenere una specie di
classifica della produttività fra Raggruppamenti.Essa
si ottiene confrontando il valore percentuale
delle coppie di ciascun Raggruppamento sul
totale nazionale di coppie con l’analogo valore
per i nati. Es: Emilia-Romagna con il 23.25%
delle coppie produce il 24.96 dei nati; il
Lombardo con il 12.40% produce il 13.97; il
Siculo con il 10.40 % produce l’11.66 % dei
nati: sono i migliori Raggruppamenti in termini
di produttività (non è detto che vincano
il maggior
numero di premi alle Mostre! Sarebbe
interessante incrociare questi dati, che
darebbero una classifica per “Qualità” anziché
per “Quantità” prodotta).
- Attraverso la tab. B (Coppie e nati per
razza),possiamo ottenere una media nazionale per
razza delle produttività, che rappresenta un
ottimo valore di riferimento per ciascun
allevatore, per misurare la propria abilità.Lo
stesso dato si può ottenere per Raggruppamento,
con analoghe valutazioni e con l’individuazione
dei Raggruppamenti eccellenti per ciascuna razza.Se
avessimo il dato medio europeo, o riferito al
Belgio o all’Olanda potremmo confrontare i vari
Paesi. La stessa tabella articolata per
razze(coppie e nati) e per Raggruppamenti (qui
non è riportata), fornisce dati molto
interessanti riguardo all’attitudine o
specializzazione prevalente dei Raggruppamenti
secondo la razza.
Così, il censimento con le sue oltre 8.000
schede ci dice che il colore è concentrato
prevalentemente in Emilia- Romagna, con il 21.1%
di coppie, seguita dal Lombardo con il 13.7%.
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Il Campano, invece, conferma una
storica tradizione:detiene il primato dei
canarini di forma-posizione-lisci (fpl) con ben
il 28.15 %di coppie, lasciando quasi appaiate al
2° e 3° posto Veneto-Trentino con il 14.6% e
Emilia-Romagna con il 14.1%, la metà!.
Gli Indigeni vedono nettamente in testa
il Veneto-Trentino(18.4% di coppie) ed il
Lombardo (16.9%), lasciando a distanza il
Campano (13.66%).
Nel Canto non c’è storia: il 45.6% di
coppie è ospitata presso allevamenti dislocati
in Veneto-Trentino, mentre al 2° posto troviamo
a grande distanza il Siculo con il 18%: le due
estremità della penisola!
Ancora più specializzato è il Raggruppamento
Emilia-Romagna negli Psittacidi, con il 51.65%
delle coppie dichiarate a livello nazionale.
Segue il Lombardo con il 12.26%.
Ripetiamo che queste considerazioni e
classifiche valgono solo con riferimento alle
8561 schede ricevute ed analizzate, pari al 48%
degli iscritti alla F.O.I. Una quantità maggiore
di schede avrebbe, probabilmente , generato
risultati e considerazioni differenti.
- Il popolo F.O.I. è un popolo tormentato
da una passione: modificare la natura, o meglio,
fare emergere in modo stabile ciò che la natura
propone in modo occasionale e latente.La tab C
consente una riflessione su due sole razze, ma
bastano ed avanzano: il 50.7 %delle coppie di
Cardinalino sono “mutate” ed addirittura il
51.9% di quelle dei nostrani Cardellini non sono
ancestrali!.Interessanti anche il numero di
coppie di Roseicollis (oltre 2500) e di Gloster
(ben 3487).Chi vuole allevare razze che
assicurino scarsa concorrenza è bene tenga
presente la tab. C, che d’altra parte conferma i
dati di ingabbio delle principali mostre
italiane.

- Infine ricordiamo che il 68% delle
schede pervenute si riferiscono ad una
dimensione d’allevamento inferiore alle 60
coppie, ed il 50% sta al di sotto di 25 coppie:
anche questo è un dato non solo molto
significativo ma sconosciuto fino ad oggi.
Secondo questa indicazione e quella
della natalità media nazionale (3.8), possiamo
concludere che circa il 70% degli allevamenti
FOI ha una consistenza inferiore ai 228
soggetti, nel momento di massima punta, e che il
50% sta sotto ai 100 soggetti. Cominciano ad
emergere dati che consentono di fare
interessanti valutazioni, anche in termini di
“rischio sanitario”.
Diciamo che quello fornito con questi primi dati
è un aperitivo piuttosto sostanzioso, anche se
necessariamente limitato.Esso fornisce comunque
un assaggio della dimensione e delle qualità dei
cibi che potremmo cucinare lavorando sul
censimento dei nostri allevamenti: migliorando
(semplificando e ove possibile informatizzando)
la scheda e la raccolta dei dati, fornendo dati
più precisi, aumentando il campione degli
aderenti, in modo da arrivare almeno al 65-70%,
dall’attuale 48%.
La struttura ha mostrato una gran disponibilità
e capacità di risposta e di collaborazione: se
si mantiene e si estende, con giusto sforzo
avremo dati interessantissimi, una fotografia
del nostro Movimento come non esiste in Europa,
utile agli allevatori ed alle Istituzioni.
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Testo:
Enrico Banfi e Ivano
Gualerzi |
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