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La nuova stagione mostre, avviata con i Gould a
Travagliato, si concluderà a Treviso con i
cantori, dopo una tappa obbligata a Pesaro per
il 44esimo Campionato Italiano. Un periodo
intenso quello che ci attende, ricco di sfide,
di competizioni, di risultati, di rinnovati e
sempre attesi incontri.
In poco più di quattro mesi, tra settembre e
gennaio, ci giochiamo il lavoro di un intero
anno. Le levatacce per accudire ai nostri
uccelli, lo studio sugli accoppiamenti, l’amore
col quale seguiamo le fasi riproduttive e
vediamo crescere i piccoli, i sogni coltivati
per tanti giorni di primavera e d’estate vedono
proprio nelle mostre il loro perfetto
compimento.
Ed è bello pensare che per realizzare le
esposizioni, ogni anno e regolarmente, tutte le
componenti della Federazione sono coinvolte ed
impegnate: dal Consiglio Direttivo ai
Raggruppamenti, dalle Commissioni Tecniche
all’Ordine dei giudici, dalle Associazioni ai
Club fino alle giurie ed ai singoli espositori.
Per tutti ci sono regole da rispettare, impegni
da mantenere, sacrifici da sopportare, ore di
lavoro comune che rinsaldano, alla fine, quel
legame istituzionale che da sempre alimenta la
linfa della competizione e della promozione
ornitologica.
Sappiamo bene che le mostre non sono soltanto
gare, non solo classifiche, giudizi e
premiazioni. Sono invece un momento essenziale
per rinsaldare l’appartenenza alla Federazione,
per confrontarsi, per concertare nuovi progetti
e programmare il futuro.
Ma sono anche, per eccellenza, l’occasione per
farci conoscere lungo tutta la penisola col
nostro vestito migliore, per avvicinare nuovi
appassionati all’ornitologia amatoriale, per
dimostrare ai nostri detrattori che gli animali
li conosciamo profondamente e li rispettiamo,
non limitandoci a teoriche enunciazioni di
principio.
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Siamo portatori di cultura ornitologica e di
valori ambientali, in difesa dei territori e
della natura in tutte le sue forme, come ben
sanno quelli che hanno avuto la pazienza e
l’umiltà di ascoltarci e di conoscerci, senza
fermarsi al facile concetto di detentori di
uccelli in gabbia.
Non abbiamo bisogno di difenderci, certo che no,
ma piuttosto di continuare ad affermare, con le
nostre azioni, la serietà e la competenza che
contraddistinguono il nostro operato. Proprio a
tal fine è importante coinvolgere
nell’organizzazione delle nostre mostre le
istituzioni pubbliche, gli amministratori, i
politici, gli ambienti culturali, le
associazioni di protezione ambientale, le scuole
e tutti quei soggetti e quegli organismi presso
i quali il messaggio del nostro movimento deve
essere divulgato.
Farci conoscere, appunto. Farci rispettare e
affermare l’orgoglio di essere allevatori che
vogliono condividere una passione e rendersi
utili, con le proprie conoscenze, alla vita
sociale ed alla protezione della natura.

Proprio per il carattere sociale e culturale
molto forte che sempre più devono avere le
mostre ornitologiche, evitiamo il grave errore
di porci in competizione tra Associazioni,
pensando che
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le medaglie in oro e premi sempre più ricchi
garantiscano il successo della nostra
esposizione, magari a scapito dei vicini. Non è
così che si risolvono i problemi, non è con i
grammi d’oro, non è accaparrandosi la data
“migliore”, la settimana “esclusiva”, i maggiori
ingabbi. Questa strada tende a produrre la
disgregazione delle Associazioni più piccole,
che sono invece anch’esse di vitale importanza
sul territorio per il nostro movimento.
Lasciamo stare le piccole beghe di campanile,
puntiamo invece sull’innovazione, sulla capacità
di costruire alleanze e di superare
individualismi fuori luogo, diventiamo veri
laboratori di idee e di proposte, puntiamo ad
obiettivi più alti e ambiziosi, non
dimentichiamo i discorsi di cambiamento iniziati
nell’Assemblea di aprile.
Ci sono segnali positivi da parte di
Associazioni lungimiranti, che sono da prendere
come esempio e che ci fanno guardare al futuro
con la convinzione che si possa crescere molto e
in tempi rapidi.
Ma ora facciamo festa e viviamo come merita
questo periodo vivace e atteso, invasi dallo
spirito di Olimpia, presi dalla voglia di
rivederci, di raccontarci un anno di vita,
pronti a nuovi scambi, nuove trattative, nuove
illusioni.
Come ogni anno, cercherò di essere presente a
tante mostre ed a tante inaugurazioni, per
portare alta la bandiera della F.O.I. e ora
anche quella della C.O.M., simboli di un’antica
amicizia senza confini, né barriere. Una stretta
di mano, un saluto o un semplice cenno saranno i
messaggi più graditi per dire: ci sono anch’io,
eccomi qui anche quest’anno, perché ci credo,
perché non potrei farne a meno e perché l’ornicoltura
è la più bella passione del mondo.
Arrivederci dunque alle mostre e un caro augurio
a tutti gli espositori perchè le soddisfazioni
ornitologiche siano momento di sostegno e di
svago alla sempre più stressante quotidianità.
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Testo di Salvatore Cirmi
Foto di Redazione |
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