INDICE ANNATA

  ITALIA ORNITOLOGICA

 

ANNO XXXIV -  Marzo 2008

I

pullman viaggiano verso l’Italia, nella notte di febbraio, di ritorno da Zwolle.  Stanchi  e   felici

 

per la trasferta olandese, allevatori e appassionati sonnecchiano al ronzio dei motori, mentre il loro prezioso carico piumato riposa negli appositi trasportini. D’improvviso, a Vipiteno, l’alt della Guardia di Finanza e del Corpo Forestale dello Stato. Posto di blocco! Controllo degli animali trasportati, dice l’agente. Nel gelo dell’inverno, tutti si guardano straniti, trasformati, in un blitz, da appassionati     ornicoltori     in

 

pericolosi contrabbandieri di specie protette. Come se non stessero tornando da una mostra-mercato nota e pubblicizzata in tutta Europa ma volessero, invece, nottetempo, trafugare pappagalli ed esotici di fresca cattura e sfuggire alle regole, ai controlli.

Quattro ore fermi, nel gelo dell’inverno su a Vipiteno, i portelloni dei pullman aperti, gli uccelli trasportati dagli agenti al posto di guardia, attraversando, costretti impudentemente anche la corsia autostradale. Quattro ore di controlli, di sospetti, di discussioni, di preoccupazione per la salute dei propri animali, sballottati dal caldo del pullman ai meno due gradi dell’esterno.

Un episodio che lascia, tutti noi, perplessi, indignati, umiliati e che denota come la nostra passione (legittima, viva, meravigliosa!) si scontri oggi con un fervore protezionistico che troppo spesso fa del fanatismo la sua bandiera.

Sia chiaro: l’indignazione non è nei confronti delle Autorità istituzionali, verso le quali c’è sempre stata la massima disponibilità a collaborare per la tutela degli animali, nel rispetto delle norme e nella trasparenza del nostro modo di agire.

L’indignazione è nei confronti di un’interpretazione distorta, e talvolta proprio sbagliata, di norme che non sono applicabili agli animali d’affezione, quali, indiscutibilmente, sono quelli che noi alleviamo. Ritenere che il Regolamento (CEE) 1/2005 si applichi tout court a chiunque trasporta animali non è corretto, tant’è vero che al comma 5 dell’articolo 1 troviamo

testualmente scritto: “Il presente Regolamento non si applica al trasporto d’animali che non sia in relazione con un’attività economica (…)”. Eppure, nei pochissimi verbali emessi a Vipiteno, sarebbe stata proprio sanzionata la violazione agli articoli 4 e 6 di tale Regolamento. Ci chiediamo, preoccupati, perché?

Siamo scandalizzati e proviamo indignazione nei confronti dei sedicenti animalisti, che troppo spesso gli animali li conoscono soltanto nei documentari o in fotografia e che proprio su questa scarsa conoscenza basano molti loro interventi, nei nostri confronti di sicuro mal indirizzati. Non meno ci indignano quanti si sono permessi, in servizi televisivi trasmessi all’ora di pranzo su reti nazionali e quindi pagate da noi contribuenti, di trattare in modo superficiale e mistificatorio  la      vicenda,   

 

 

quasi si volesse raccontare una storia preparata e scritta a tavolino.

Servizi costruiti ad arte per fare presa su un pubblico televisivo distratto e credulone di fronte allo scandalo del momento, servizi dove la verità diventa opzionale e ciò che conta non è far conoscere i fatti, ma inventarne una variante emozionale e distorta. L’influenza aviare docet.

C’è un uso delle notizie che fa male e che lascia sconcertato e offeso chi conosce la realtà non per sentito dire. Gli abituali trasportini utilizzati per i trasferimenti dei nostri animali sono diventati “minuscole gabbie” e “prigioni”, gli allevatori definiti “commercianti italiani che importano e maltrattano senza certificazione  sanitaria”. E ancora, la tv ci ha fatto sapere che “è stato sventato un traffico particolarmente redditizio” ed ha parlato di “cattura e trasporto disumano”. L’antitesi dell’etica e del buon giornalismo. Disinformazione, superficialità o, peggio, malafede? Di sicuro una pagina triste e avvilente per noi tutti, che ci sentiamo direttamente coinvolti, quasi fossimo stati anche noi presenti quella notte d’inverno, su a Vipiteno.

Ma l’indignazione è un dato emotivo, ora ci occorre andare oltre.

Intanto prendiamoci carico della nostre responsabilità di non essere ancora riusciti a farci conoscere ovunque, a tutti i livelli. Se ancora troppi non sanno quello che noi facciamo e come lo facciamo, non conoscono la nostra lunga storia dall’indubbio valore sociale, scientifico, sportivo e

 

 

ambientale, è ora di agire diversamente. Dobbiamo essere capaci di portare le nostre idee fuori dal tradizionale circuito, rendendo più fitta e più efficace la politica della comunicazione e promuovendo la nostra immagine presso l’opinione pubblica.

Nel contempo, dobbiamo consolidare la collaborazione con il Corpo Forestale dello Stato, al quale già da tempo abbiamo messo a disposizione i nostri registri, i nostri spazi espositivi nelle mostre più importanti della stagione e ai cui uffici, nazionali e locali, invieremo - da subito la nostra rivista -: un gesto semplice, che convalida la nostra trasparenza e la disponibilità al dialogo.

Da sempre siamo contro chi non rispetta gli animali, chi cattura, detiene  e  commercia

 

 

gli uccelli infrangendo le leggi e pretendiamo di non essere identificati con queste persone, la F.O.I. li ha sempre isolati. Ma pretendiamo anche che le leggi siano eque e applicabili e non penalizzanti o punitive, non votate e applicate sull’onda emotiva; pretendiamo di non essere più confusi con gli allevatori da reddito, quali - con evidenza - non siamo.

Nella sua sconcertante negatività, l’episodio di Vipiteno ci ha fatto rinsaldare ancor più l’orgoglio di affermare la nostra passione, la piena legittimità di quanto facciamo, oltre i facili slogan. Dobbiamo tutelarci, lo stiamo facendo, affinché non accada mai più che qualcuno una notte d’inverno ci fermi come criminali che attraversano la frontiera in un’Europa unita. Non siamo criminali che trafugano nottetempo creature alate, siamo appassionati veri e veri amanti della natura, come oggi ne sono, purtroppo, rimasti pochi.

 

Testo di Salvatore Cirmi

Foto di Redazione

 
   

 

anno XXXIV- n. 3
Marzo 2008

 

 
 

IN QUESTO NUMERO

 

  Vipiteno, una notte d'inverno

    di Salvatore Cirmi

  Rosso mosaico lipocromico...

    di Teo Gherardi

  Ondulati: facciamo le coppie

    di Roberto Bugli

  2° International Reeders Meeting

   di Annamaria Nironi

  I Caicchi: i più simpatici

   di Carla Casati

  Sindrome emorragica da Poliomavirus

   di Diego Cattarosi

  Gli ibridi al Campionato Italiano di Pesaro

    di Renzo Esuperanzi

  Norwich, York, Hoso...

   di Enrico Grammatico

  Alleviamo il Colino della Virginia

   di Antonello Poggi

  La pet-therapy

   di Giampietro Falaguasta

I concetti scientifici

   e la corretta nomenclatura

   di Giorgio de Baseggio

 

 

Il Diamante codarossa

   di Luigi Gazzola

L'Arricciato del Nord

   di Silvio Sogliano

Aspettando Piacenza...

   di Giuseppe Trainini

L'uomo e il volo degli uccelli

   di Nicola Giordano

A pranzo... omelette

   di Giuseppe Valendino

Il Diamante di Gould

   di C.T.N.-I.E.I.

Chi fa da se, fa per tre

   di Stefano Giannetti

"Birdgardening" la nuova passione

   di Tommaso Angrisani

Viste da vicino

   di Antonio La Volpe

L'uccello paglierino

   di Carlo Cavina

Lettere

 

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