INDICE ANNATA

  ITALIA ORNITOLOGICA

 

ANNO XXXIV -  Maggio 2008

  C'ero anch'io all'Assemblea
S

abato 19 e Domenica 20 Aprile ho seguito, presso l’Ente Fiera  di  Piacenza,

 

 i lavori dell’Annuale Assemblea dei Giudici e delle Associazioni. Non avevo mai partecipato a queste riunioni. Ma non spaventatevi: non voglio fare la cronistoria di quel fine settimana. So bene, nonostante tutti gli sforzi si facciano, risultano noiose e pesanti. Altri, in ogni modo, lo faranno meglio di me. Desidero far conoscere quelle che sono state le sensazioni di un allevatore come tanti, invitato a prendere parte a

queste Assemblee.

Non capita a tutti e, voglio approffitarne per raccontare ai lettori il “dietro le quinte”, quei dettagli (che non sempre lo sono) che non trovano mai spazio nelle relazioni ufficiali. Insomma: quello che non viene mai raccontato perché, sbagliando, si da per scontato non interessi a nessuno. Sabato pomeriggio, ha preso il via la riunione dei Giudici. La presenza, nel parcheggio di una Ferrari rossa, nuova fiammante, il segnale inequivocabile della presenza di un noto giudice internazionale di arricciati all’Assemblea. Sono arrivato in forte ritardo. Ma non tutti i mali vengono per nuocere. Ho potuto così notare tutti quei giudici che, incuranti dei lavori in corso, fumavano allegramente al di fuori della sala, dando la stura alla consueta girandola di commenti insensati sui «padroni del vapore». Entro, mi siedo nel primo posto libero, faccio appena in tempo a tirare fuori carta e penna, che mi capita fra le mani uno scoop mica da ridere.

Nei corsi di giornalismo insegnano che non fa notizia un cane che morde un uomo. Ma un uomo che morde un cane si. Bene, sabato pomeriggio ho avuto modo di applicare questo principio. Ho sentito un famoso giudice del colore lamentarsi - addirittura con un apposito intervento - della qualità (neanche a farlo apposta scarsa) di alcuni giudizi ricevuti, dai suoi colleghi italiani, su uno stamm di sua proprietà. Pensavo che certe cose fossero solo un retaggio di noi allevatori, che fra affini non ci si attacca, non ci si critica (almeno in pubblico). Mi sbagliavo. Considerato che i due pesi e le due misure sono inaccettabili, se certe argomentazioni le usassero in futuro anche gli allevatori, non si stupiscano, non gridino allo scandalo, non chiedano l’intervento dei Caschi blu dell’ONU. Incominciassero, viceversa, a dare il buon esempio. Non è sufficiente, che una parte della platea, abbia fischiato quell’intervento: non deve proprio succedere. Terminata la riunione, interrotta più volte per dei problemi procedurali, sono iniziate le votazioni per i rinnovi delle Commissioni Tecniche. La maggioranza delle elezioni è stata effettuata per acclamazione considerato che si presentava una sola lista. E, trattandosi delle Commissioni Tecniche, la considero una buona cosa. Negli arricciati non è stato così: i miei giudici hanno dimostrato di avere le idee chiare su cosa fare e dove andare. Siamo in quattro gatti, ma siamo riusciti a presentare ben tre liste. Nessuno, è riuscito a fare meglio (si fa per dire).Domenica mattina, nonostante le previsioni parlassero di temporali a go go, un timido sole di è affacciato su tutta Piacenza. Già dalle autovetture presenti nel parcheggio, ho capito che la partecipazione dei Presidenti sarebbe stata rilevante. Si scoprirà poi, superare il 70%, nonostante, come comunicatoci da Cirmi, tre Presidenti di Associazione non hanno trovato di meglio che indire -proprio per il 20 Aprile - l’Assemblea Generale della propria Associazione. Una dimostrazione pratica di come ci si interessi, fattivamente, alla F.O.I e a suoi problemi. Una notizia che farebbe ridere se non facesse piangere. Prima di scrivere quelle che sono state le mie impressioni voglio ringraziare il Presidente Cirmi per le parole spese, in apertura dell’Assemblea, in ricordo di Giuliano Motta recentemente scomparso. Il Presidente, in questo frangente, ha reso pubblico quello che pochi sapevano. Era già stato fissato un incontro tra Giuliano e il Presidente per riesaminare e tentare di ricomporre la ormai vecchia e (forse) mal gestita questione della sua espulsione dalla F.O.I. Solo gli oggettivi impegni di Cirmi, in occasione del Campionato Italiano e del Mondiale e il successivo – purtroppo-  rapido  decorso della malattia di Giuliano, hanno impedito questo incontro.

Quando il più, era già stato fatto. Il Presidente ha ricordato Giuliano Motta come allevatore, giudice e uomo. E non come un espulso della F.O.I. Non sono mai stato tenero nei confronti di alcune condotte e decisioni della nostra Federazione. Ma in questo caso non posso che rendere merito e ringraziarlo di cuore anche a nome di tutti gli iscritti A.O.M. Il lavori sono proseguiti elencando una serie di dati (del tutto positivi e incoraggianti) sui risultati delle analisi fatte ai canarini esposti nelle mostre.

 

Una sequenza di numeri e cifre confortanti ma noiosissime al punto, che la giovane moglie di un Presidente seduta accanto a me, si è appisolata. Nonostante fossero solo le dieci di mattina. Si è risvegliata sul finire della riunione quando, dopo aver preso in esame delle tematiche fiscali e la questione del trasporto degli uccelli, si è parlato dell’argomento più interessante e importante dell’intera riunione. L’abolizione dell’oro nelle  premiazioni ordinarie già a partire dal prossima stagione mostre. Cominciamo col dire che è stata una decisione votata a larga maggioranza dai Presidenti di Associazione.Così non si poteva più andare avanti. Il costo delle premiazioni in oro, come esposto - bilanci alla mano- dal Presidente di una delle più grandi Associazioni Italiane, supera il 50% delle voci di uscita nell’organizzazione di una Mostra. L’oro entro certi limiti, che l’Assemblea ha chiesto di quantificare al Consiglio Direttivo, potrà ancora essere messo in palio nelle premiazioni speciali. L’esperienza insegna che non c’era altro modo, per cercare di convincere i più riottosi a rinunciare al metallo prezioso, di una votazione a larga maggioranza. Come è stata quella data dall’Assemblea. Un intervento diretto del C.D. sarebbe stato visto come una inaccettabile costrizione. Il mio parere è questo: è stata una decisione saggia e lungimirante. Si è cercato, con questa direttiva, anche di far tornare in attivo il bilancio di chi allestisce una mostra. Sull’ esempio del Campionato Italiano dove non c’è premiazione in oro e, come risaputo, l’avanzo a fine manifestazione è sempre consistente. Pene severe a chi non rispetterà le regole. Infine una nota, anche di colore. Ho avuto modo, durante il fine settimana, di conoscere (non di persona) l’Avvocato Antonio Sposito membro del Consiglio Direttivo Federale. Simpatico, occhialuto, calvizie incipiente, spiccato accento campano, fronte che, sentendolo argomentare, si capiva perché essere così spaziosa: fisicamente, una sorta di Maurizio Ferrini prima maniera.

Sabato, in occasione della riunione dei Giudici il Presidente Cirmi ha avuto modo, per dei problemi procedurali, di “chiamare alla lavagna” l’avvocato. Il quale, in meno di 20 secondi, informava gli astanti, senza nessuna esitazione, senza nessun tentennamento, come se conoscesse i regolamenti F.O.I a memoria, se le mozioni presentate erano «viziate da un errore procedurale e quindi andavano prontamente rigettate, o accolte nel merito in quanto pertinenti» (nemmeno una n.d.r.) Per poi ritornare diligentemente al suo posto. E questo per ben tre volte di fila. Domenica mattina poi, con la freddezza di una Tac, ha elencato tutti i misfatti causati dai cosiddetti animalisti nel raid al Brennero e sulla strumentale ed errata interpretazione date alle norme che «disciplinano» il trasporto degli uccelli. E delle infrazioni contestate ai nostri colleghi. Ha fatto – argutamente – notare che non è concepibile tenere 4 ore fermi, al freddo e al gelo di Febbraio, degli uccelli. Questo si, secondo una sua corretta valutazione dei fatti, una violazione al benessere e alle norme sul trasporto degli animali. Non quelle che vengono contestate ai nostri allevatori. A parte il lessico usato, che non avrebbe stonato in un film alla “Totò, Peppino e i giovani d’oggi” tipo: «Il sistema sanzionatorio, richiamandoci a quello vigente» «…di tal che consta questo regolamento»  «…questo consesso è chiamato a deliberare in merito a quanto concordato» «…l’eclatante illegittimità e illiceità del comportamento» o come l’uso di verbi desueti come «affastellare» l’Avvocato è riuscito a farsi comprendere dall’Assemblea. Rincuorandola. E’questo era molto importante. Con un avvocato così, non c’è ne per nessuno.

E’ bene che lo sappiano tutte quelle Associazioni Animaliste che non perdono mai occasione per screditarci ed attaccarci. Sbaglierò, ma in cuor loro questi signori sono convinti, che noi allevatori, per assecondarli, facciamo sempre  “sì sì” con la testina, come i cagnolini di plastica sui cruscotti di certe vecchie Fiat 850 di quando ero bambino. Ovviamente, non è così e se ne accorgeranno quanto prima. La misura è colma. Il dialogo, con questi movimenti animalisti, potrà continuare solo il giorno in cui cambieranno RADICALMENTE l’atteggiamento nei nostri confronti. Anche se, e non mi sfugge; la legna verde non brucia, in qualsiasi modo venga disposta. Non è che mi aspetti

 

 

granché da queste persone. Ma devono smetterla di vederci come dei carcerieri, con una scarsa coscienza, conoscenza e istruzione. Quasi fossimo figli di un Dio minore. Perché, chiaramente, non è così.

 Il Presidente Cirmi è stato categorico: nulla finirà in Cavalleria. Si andrà fino in fondo. Sui fatti di Vipiteno, come su tutte le altre iniziative che mettono in difficoltà la nostra realtà, i nostri soci, il nostro diritto di esistere, la risposta della F.O.I sarà forte e chiara. E ha inviato tutti i Presidenti di Associazioni, affinché informino i propri soci di questo che sarà un modus operandi. Non siamo soli, non dobbiamo sentirci abbandonati o trascurati dalla nostra Federazione. Come ha ricordato il Presidente, le Associazioni, i Raggruppamenti, non devono far altro che informare per tempo, la Segreteria della Federazione  delle varie problematiche di cui vengono a conoscenza. Quando si fa questo, il 50% dei problemi è già risolto in partenza. Molte decisioni regionali, provinciali o financo comunali a noi sfavorevoli (in tema di benessere degli animali, in relazione agli allevamenti amatoriali degli indigeni, sulle dimensioni delle gabbie) sono state possibili anche perché nessuno ha avvisato per tempo la Federazione. Al solito, chiudiamo la stalla quando i buoi sono scappati. E poi farli rientrare è più dura che non farli uscire.

Ma dobbiamo anche evitare che, una giusta attenzione verso dei problemi reali, diventi un ingiustificato allarmismo. Se gridiamo troppo spesso "Al lupo al lupo!" quando poi il lupo arriva davvero non ci crede più nessuno. Unica nota stonata l’assenza del programma del nuovo Consiglio Direttivo (eletto alla fine dei lavori a larga maggioranza). So bene che, trattandosi di lista unica, nessun

regolamento imponeva di presentarlo. Ma sarebbe stato una cosa gradita a tutti. Come giustamente ha fatto presente, per dirla come Sposito, «al consesso» il mio Presidente di Associazione, Rag. Pollastri. Alla fine, a gruppi, (distanza stimata dalla sala della riunione 200 metri) è stato possibile visitare la nuova sede della Federazione.

Che solo una importante e del tutto imprevedibile contrattempo, accorso durante i lavori di rifacimento del soffitto, ha impedito di mostrare nella sua interezza ai Presidenti di Associazione. E di questo Cirmi, anche se non lo dava a vedere, era molto dispiaciuto. Domenica pomeriggio, lasciando Piacenza, ero più rincuorato che il giorno prima. Non è vero che tutto va male, che tutto è da rifare, non ci sono dilettanti allo sbaraglio. Però, quando c’è di mezzo il volontariato, (il nostro mondo va avanti solo di questo) non si può dire, io voglio, io pretendo, io esigo: salvo poi non fare mai nulla. Nulla è impossibile per colui che non deve farlo. E' troppo facile prendere da una parte e rifiutare dall'altra. Non possiamo esigere che gli altri lavorino per noi, quando noi non facciamo niente per gli altri. A criticare siamo capaci tutti, fra le nostre file abbiamo campioni Olimpionici di questa specialità. Che invece di essere sommersi dal pubblico lubridio, incomprensibilmente, diventano delle persone di successo. Questa gente sta alla vita associativa, come io sto alla matematica quantistica. Ma tant’è. Vediamo di invertire al più presto questa tendenza e – sono certo – molte cose funzioneranno meglio. A vantaggio di tutti. Non chiediamo tanto quello che la F.O.I può fare per noi, ma quello che noi possiamo fare per la F.O.I.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Testo di Giuseppe Valendino

Foto di Elio Alessio

 

anno XXXIV- n. 5
Maggio 2008

 

 
 

IN QUESTO NUMERO

 

  C'ero anch'io all'Assemblea

    di Giuseppe Valendino

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Come risolvere i problemi scientifici (1a parte)

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   di Carla Brigati

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   di M. Migliore e A. Gagliardi

L'Assiolo

   di Raimondo Tafuri

Patto di collaborazione

   di Emer Sacchetti

Lettere

 

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