INDICE ANNATA

  ITALIA ORNITOLOGICA

 

ANNO XXXIV -  Ottobre 2008

       Libertà d'informazione

           e diritto di sapere

Ogni lettore ha diritto ad una informazione trasparente, responsabile e corretta, schiva da ogni strumentalizzazione. E questo vale ancor di più per “Italia Ornitologica”. Una rivista redatta, mai dimenticarlo, dai propri lettori. Sta poi al direttore, la decisione finale di pubblicare, o meno, un testo. Intendiamoci subito: succede così in tutte le Redazione di giornali e riviste del mondo;ma non lo nascondo, le poche volte che mi é capitato non l’ho mai fatto a cuor leggero ma sempre nel solo, e unico interesse dei lettori. Succede, qualche volta, che un articolo contenga delle informazioni poco interessanti, già conosciute, o di cui si è già scritto qualche volta di troppo; un altro menzioni situazioni, in modo volutamente esagerato. E così via. Lascio quasi sempre correre. Sono gli effetti collaterali di una rivista che nasce, tutti i mesi, dal contributo (sempre prezioso) di tanti allevatori che, chiaramente, non possono anche essere dei cronisti provetti. Anche se, fra noi qualcuno c’è, e ce lo teniamo ben stretto. So bene che le uova di formica non si devono cercare nei formicai; che il latte fa più bene ai bambini che agli uccelli; che la malattia degli occhi gonfi c’era già 50 anni fa; che il vaccino del vaiolo diventa indispensabile solo quando è  irreperibile; che i Telegiornali trasmettono più influenza aviare di qualsiasi altro uccello; che discutere l’A.G.I  è pericoloso come il morso della vipera; che l’allevamento dei pappagalli è un hobby accessibile a tutti e non solo a quelli dal sangue blu; che le repliche sono come il formaggio sugli spaghetti: ben vengano senza esagerare. Quando, qualche liberale a targhe alterne, mi scrive: «…non capisco come uno scritto del genere possa aver trovato spazio su Italia Ornitologica» mi fa, inconsapevolmente, un grande complimento.

E’ la prova provata che il nostro è un giornale libero, che non porta l’acqua al mulino di nessuno. Quello che non tollero, e non tollererò mai, è quando non potendo attaccare un ragionamento, si attacca “il ragionatore”.  E si pretende pure di farlo dalle pagine della nostra rivista. Questi scritti finiscono, oggi come ieri, – senza indugi- nel dimenticatoio. Sono certo che, tutte le persone ragionevoli, saranno d’accordo con questa

scelta editoriale. Questo non vuol dire negare la libertà di stampa, figuriamoci: è tutt’altra cosa. Le  informazione errate, i refusi vanno rettificati e corretti.

 

Tutti i giornali commettono degli errori: è fisiologico. Non bisogna farne un dramma. L’importante, uno volta resosi conto dello sbaglio, è correggersi. Senza mai dimenticare questo:le persone che tutti i mesi inviano in Redazione articoli e fotografie a cui, con l’occasione, va tutto il mio sincero ringraziamento non percepiscono un centesimo per il loro prezioso lavoro. Un poco di comprensione non guasterebbe. Anche perché, alla fine, i benefici del loro impegno sono per tutti. Su questo punto sono intransigente. Non accetto mai critiche sulla nostra Rivista, da chi non fa mai nulla per migliorarla. Troppo comodo criticare, o almanaccare su qualsiasi circostanza. C’è un solo modo per vedere realizzati i propri sogni: svegliarsi e partecipare. Non serve il patentino da giornalista  per scrivere su Italia Ornitologica. Occorre solo spirito di sacrificio, voglia di collaborare, e soprattutto tanto desiderio per essere d’aiuto agli altri. La partecipazione è sinonimo di vivacità, di interesse, di condivisione. E mi auguro che, col passare del tempo, sia sempre maggiore. Ma non dimentichiamocelo mai: i fatti sono una cosa, le opinioni un’altra. Faccio un esempio: se uno scrive che un canarino fuori dalla propria gabbia muore, questo è un fatto. E non bisogna rispondere che, chi lo scrive, é il solito integralista, poco attento al

benessere degli animali. Perché questa è un opinione. I fatti vanno separati dalle opinioni. E non  «Niente fatti, solo opinioni». I primi non devono disturbare le seconde. Senza fatti, si può sostenere tutto e il contrario di tutto. Con i fatti, no. C’è chi nasconde i fatti perché se no lo attaccano e lui vuole vivere in pace. C’è chi nasconde i fatti perché altrimenti non lo invitano più in certi “salottini”. C’è chi nasconde i fatti perché certe cose non si possono dire.  C’è chi nasconde i fatti perché altrimenti è più difficile voltare gabbana quando gira il vento. C’è chi nasconde i fatti perché altrimenti poi la gente capisce tutto. E potrei continuare per altre 20 righe. Non è mio costume farlo. E pretendo che tutti    i    miei     collaboratori

facciano altrettanto.

Non possiamo abolire le notizie per non disturbare le opinioni. Quando mi scrivono che bisogna essere sempre obbiettivi mi viene da sorridere. Perché si fa, da sempre, molta confusione tra obiettività, neutralità e imparzialità.  O, al   contrario, 

 
 

tra faziosità, partigianeria e parzialità. Il valore  da  salvareè l’imparzialità, che non è sinonimo né di obiettività né di neutralità. L’obiettività è impossibile: ciascuno di noi nasce con i suoi interessi e le sue passioni, e cresce educato a certi valori. La sua visione del mondo è un’impronta originale che condiziona il suo modo di vedere le cose e di giudicarle di conseguenza. Quando tre testimoni di uno stesso fatto vengono convocati in Tribunale per riferirlo sotto giuramento, lo raccontano in tre modi diversi e non per questo due su tre sono falsi testimoni. Possibilissimo che dicano tutti e tre la verità, la loro verità: lo stesso fatto filtrato da tre diverse «culture». Dello stesso fatto ciascuno nota o ricorda un aspetto, un particolare, una sfaccettatura, un’emozione difficilmente sovrapponibili a quelli notati o ricordati dagli altri due. Nessuno può essere obiettivo, e nemmeno neutrale. Solo i robot sono obiettivi, solo i morti sono neutrali. Non si può pretendere che tutti vedano allo stesso modo, con la stessa scala dei valori e di priorità. Né si può immaginare che un essere vivente non partecipi a un avvenimento con le sue passioni. L’arbitro non è né neutrale né obiettivo: vede quel che può e magari è più o meno restio a fischiare certi tipi di falli, a concedere certe punizioni o calci di rigore. Ma se è in buona fede, è imparziale. Non si propone di far vincere questa o quella squadra. Tratta tutte le squadre e tutti i giocatori allo stesso  modo. Una volta prese le misure, le applica a tutti in maniera eguale. L’arbitro neutrale non fischia mai per non scontentare nessuno, è un pessimo arbitro. L’ arbitro cerchiobottista cerca di fischiare una volta da una parte e una volta dall’altra per accontentare tutti, e anche lui un pessimo arbitro. L’arbitro imparziale fischia ogni volta che gli pare giusto farlo, alla luce dei regolamenti, della sua coscienza, dei pesi e delle misure che è abituato ad applicare in ogni partita, su tutti i campi, nei confronti di chiunque gli capiti a tiro. A parità di comportamenti, pari sanzioni. Ecco, questo e solo questo è un buon arbitro. Sono questi i principi con i quali dirigo la nostra Rivista. Il resto sono solo chiacchiere da Bar Commercio. Strano il nostro Paese. Colpisce i venditori di sigarette, ma premia i venditori di fumo.

 

Testo Salvatore Cirmi

Foto di Redazione

anno XXXIV- n. 10
Ottobre 2008

 

 
 

IN QUESTO NUMERO

 

   Libertà d'informazione e diritto di sapere

     di Salvatore Cirmi

   La taglia del Bossu Belga

     di Salvo Affronti

   Arricciati melaninici e pezzati

    di Giuseppe Nastasi

  Verdone dell'Himalaya per Cardellino

    di Antonello Poggi

  Il Bruno e le nuove tendenze

    di Giovanni Canali

  Parliamo di Ondulati: i Pezzati

    di C.T.N. - O.P.

  La femmina mosaico

     di C.T.N. Canarini di Colore

  Nuovi colori nel Fringuello

    di Renzo Esuperanzi

  L'A.B.C. con la 4a B di Calderino

    di Rita Morri

  Ara Giacinto made in Italy

     di Guglielmo Petrantoni

Povero Lancaschire

   di Franco Dolza

 

 

 

  Il modello ideale: lo Standard

   di Enrico Grammatico

Trieste premia i suoi ornicoltori

   di Associazione Triestina

Le Rondini

   di Giuseppe Raimondi

I Lizard dei mondiali 2008

   di Angelo Citro

Esperienze con i Cardellini mutati

   di Sergio Lucarini

Una giornata di ornitologia a San Giorgio a Cremano

   di Alfredo Gambardella

La Civetta

   di Ersilio Rispoli

Canarini inglesi: aggiornamenti Stamm

   di C.T.N. - C.F.P.L.

Il Lucherino dorsonero

   di Mattia Marchi

Lettere

 

 

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