INDICE ANNATA

  ITALIA ORNITOLOGICA

 

ANNO XXXIV -  Dicembre 2008

  L'evoluzione

  dei tempi

Il Natale non è in pericolo perché l’Ikea o la Rinascente non vendono più presepi per mancanza di richieste. Ne perché nella mostra di presepi sponsorizzata, l’anno scorso, dal Comune di Bologna è spuntata una statuetta di Moana Pozzi con tanto di tette al vento.

Ne perché nei film panettone di Boldi e De Sica si dicono le parolacce. Ne perché qualche estremista islamico non vuole vedere la mangiatoia col bue e l’asinello. Eppure è questo che abbiamo sentito ripetere fino a qualche tempo fa dai tanti tromboni della politica, dell’informazione e della gerarchia cattolica.

Tutta questa brava gente fa finta di non vedere che il Natale non è più quello di una volta. Trasformato dagli spot, dalle vetrine, dalla corsa ai regali, dal consumismo imbellettato dai buoni sentimenti. Ma di che parlano i difensori del “Natale”? Il mio Natale, era la festa della gratuità e della povertà. Per i credenti, rinnova la nascita del figlio di Dio.

Per i non credenti, aiuta a fermarsi qualche istante dalla frenesia della vita quotidiana per stringersi insieme ai propri cari intorno ai valori più veri e profondi.

Anche quest’anno in molte case, il Natale sarà ancora tutte queste cose: ma, purtroppo, in tantissimi casi sarà il Natale della tv, dell’ostentazione, dei lustrini. Il Natale col codice a barre. Legittimo anche questo, per carità, anche se forse sarebbe il caso di chiamarlo con un altro nome. Il vero Natale, quello che non si mostra, in molte   famiglie   italiane   é  lo stesso di sempre. E, fra questi milioni di persone  –  sono  certo –    è presente la

 

quasi totalità dei nostri lettori. Questo mi conforta tantissimo. Inutile nasconderlo: non abbiamo davanti un anno facile.

La crisi economica mondiale sta mettendo a dura prova i nostri bilanci familiari. E in questo grave contesto, comprensibilmente, i canarini sono fra le ultime cose a cui si pensa. L’allevamento degli uccelli richiede spese e sacrifici, e non si può pretendere che tutti possano spendere a fondo perduto e sacrificarsi a vuoto. Un piccolo rendiconto per compensare, almeno in parte, i costi è sempre auspicabile.

Viviamo nel mondo della speculazione dove troppa gente non ama la natura per se stessa, le creature in quanto tali; spesso pensa agli animali come fonte di lucro e non come a un mondo di esseri capaci di allietare la nostra breve giornata terrena: ma i problemi dei nostri allevatori sono di tutt’altro tipo. E non mi sfuggono. Troppe poche persone si prestano a considerare il potere educativo che hanno gli animali sull’animo dei ragazzi; ignorato, purtroppo, anche dalla stragrande maggioranza dei genitori italiani.

   

Un canarino può costituire merce da vendere e mezzo di conquista per una affermazione sportiva. È vero: ma può fare anche da ornamento in casa o in giardino, può essere valutato come una piacevolezza canora, o considerato utile compagno dei nostri bambini:ai quali può certamente insegnare l’amore e il rispetto per gli animali. 

Nella nostra Nazione di antichissima civiltà (a dirla tutta avrebbe bisogno di un buon tagliando) gli animali sono considerati solo dal punto di vista utilitario: trascurando gli aspetti non materialistici della convivenza fra uomini e bestie.

Lo dimostrano, le innumerevoli leggi, norme, decreti, ordinanze dei grandi “custodi” della politica: “Uccelli”, per questi signori, significa carne, produzione, indotto commerciale, speculazioni, tasse, iva, controlli. Il canarino, messo sullo stesso piano del tacchino (e non perché è Natale). Per fortuna, ci siamo noi a gridare che le cose non funzionano in questo modo. Non dobbiamo disperare. Sarà dura, ma ne sono certo: uniti nella nostra Federazione e con l’aiuto del nostra Rivista, sempre attenta ai problemi degli allevatori, ce la faremo. Sento dire che il rinnovamento arriverà dagli Stati Uniti d’America: chissà, se Barack Obama è un appassionato di uccelli. Ma, a tutto questo almeno fino al 25 Gennaio, non pensiamoci. Godiamoci prima il Mondiale di Piacenza: si preannuncia come un grande evento. Al quale non potremo mancare. Mi auguro che tutti voi e le vostre famiglie possiate trascorrere un felice e sereno Natale. Il Natale di una volta, di quando ero bambino.

 

Testo Salvatore Cirmi

Foto di Redazione

anno XXXIV- n. 12
Dicembre 2008

 

 
 

IN QUESTO NUMERO

 

   L'evoluzione dei tempi

     di Salvatore Cirmi

   Due parole sul Timbrado Español

     di G.J. Dominguez

   Il legno per i posatoi dei pappagalli

    di Gianni Ravazzi

  La crisi ecologica e il Passero Mattugio

    di Ersilio Rispoli

  Il Verdone Testanera

    di Gaetano Arienzo

  Il Canarino Nero e le mutazioni Opale

    di Giuseppe Trainini

  Il Cardellino pantesco

     di Gugliemo Pietrantoni

  Dal tacco d'Italia... il Salentino

    di Gustavo Picci

  Agapornis Taranta (2a parte)

    di Luca Bernardis

  1a Fiera ornitologica a Valmontone

     di Gennaro Iannuccilli

 Le canzoni del bosco

    di Giampietro Falaguasta

Comma 22

   di Giuseppe Valendino

Crociere per Canarino

   di Francesco Giacalone

Il Guancearance

   di Luigi Gazzola

 

 

 

Lo storno delle Pagode

   di Luigi Baldini

A scuola con gli animali

   di Chiara Fiorucci e Stefano Berluti

Lo stress degli uccelli

   di Carlo Tommasi

Sulle mutazioni

   di Giovanni Canali

Zebra's 2008

   di Stefano Giannetti

Considerazioni sul Fiorino

   di Giuseppe Nastasi

I miei Passeri...quelli dorati

   di Antonello Poggi

Fatti, non solo belle parole

   di Club dell'Arricciato Padovano

Bossu - Hoso - Scotch

   di Enrico Grammatico

Il Diamante Mandarino (2a parte)

     di C.T.N. - I.E.I.

Una promessa mantenuta

   di Nino Merlino

Concorso a premi "il mio...amico vola"

     di Bruno Zanchetta

Lettere

 

 

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