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Gli allevatori italiani, spagnoli, portoghesi, francesi,
tedeschi, ungheresi e sloveni… hanno molte cose in comune
tra loro pur nella loro diversità, quando si incontrano e
si confrontano diventando tutti dei veri protagonisti.
Insieme dovremo dimostrare che l’ornitologia amatoriale è
un fenomeno in continua crescita e che si sta diffondendo
in paesi che finora non l’ avevano mai praticata.
I
tempi sono cambiati, i locali non sono e non potevano
essere quelli di una volta, l’informatica ed i computer,
allora sconosciuti, la faranno da padrone, dalla
prenotazione allo sgabbio. Come accade sempre in queste
circostanze è stato necessario programmare una fase
preliminare: uomini, obiettivi, budget di spesa, tempi di
esecuzione. Una fase esecutiva: definizione e
approfondimento dei contenuti, calendario degli eventi
collaterali, individuazione dei servizi, logistica ed
aspetti organizzativi. Così piano piano, mese dopo mese si
è giunti alla fase conclusiva. Ogni programmazione di
queste fasi ha i suoi tempi di attuazione, per questo è
stato importante pianificare attentamente ogni singola
attività di progettazione e ogni realizzazione per
raggiungere quegli obiettivi prefissati. Una vera e
propria tabella di marcia, dalla partenza all’arrivo.
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Già
l’analisi dello scenario rappresenta la facciata
dell’evento, saranno 20.000 o 25.000 gli uccelli da
alloggiare? Da Reggio Emilia siamo tornati ben
fiduciosi visto l’interesse dei soci F.O.I.
Quante e quali gabbie, quante voliere si dovranno
prevedere? Quanti saranno i visitatori che gireranno tra
le cavalle?

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vera
immagine di quello che stiamo programmando? Un insieme
di paure e certezze ci stanno
accompagnando da mesi, anche perché esistono molti modi
per realizzare un programma , che possono essere coniugati
a seconda dei temi e dello stile che si intende seguire,
in funzione delle disponibilità e dell’aggregazione.
Un evento come questo non si conclude mai nella data di
chiusura stabilita, seguiranno altri giorni non meno
importanti: la verifica delle entrate e delle
spese che devono necessariamente essere nella previsione
(almeno le spese), lo smontaggio e la sistemazione del
materiale usato, sempre
unproblema per tutte le mostre. La verifica dei consensi o
del malcontento dei partecipanti che sono sempre i fattori
che determinano la buona riuscita di un evento.
Al momento non ho paure, conosco bene tutte le persone che
si sono fatte carico di questo arduo impegno. Conosco la
loro capacità di gestire, dirigere e risolvere i problemi:
anche quelli dell’ultimo momento. Insieme ambiamo solo
alla soddisfazione di fare un lavoro ad opera d’arte,
quanto meno di non essere inferiori a chi ci ha preceduto.
Aiutatemi, Piacenza non deluderà le vostre aspettative.
A presto!
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Testo di Salvatore
Cirmi
Foto di Redazione |
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