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CONOSCERCI PER FARCI CONOSCERE

 
 

     
 
 

 

“CONOSCERCI PER FARCI CONOSCERE”: Altre domande, nuove risposte

 

WE HAVE A DREAM…ABBIAMO UN SOGNO…

 

Negli ultimi giorni (dal 18 al 24 luglio) sono state proposte nel forum altre domande a proposito dell’analisi degli allevamenti avviata dalla Federazione.

Domande alle quali risponde l’ingegner Enrico Banfi, referente del progetto.

 

MA LE ISTITUZIONI NON HANNO GIA’ QUESTI DATI?

Le Istituzioni da qualche tempo sono entrate con forza nella nostra attività.

E’ un forte cambiamento, certo; le Istituzioni sono tante, ognuna con le sue esigenze particolari; difficilmente sono organizzate in modo informatico: i dati non li manipolano con facilità, gli archivi sono un grave problema.

Dire: “I dati li ho già forniti, basta che vadano a vederli” significa non considerare questa drammatica realtà.

Dire: “Anche loro devono cambiare” è evidenziare un problema. Io dico: aiutiamoli a cambiare, nell’interesse della società civile e, più modestamente, della nostra attività d’allevamento. Collaboriamo ed aiutiamoli: potranno darci più benefici e meno danni (vedi ad esempio la sostituzione della registrazione burocratica all’AUSL con il codice RNA della FOI).

Collaboriamo costruttivamente: è probabile che il dialogo ci dia vantaggi come nel caso della dimensione delle gabbie in alcune Regioni.

 

Le norme su Igiene pubblica, salute degli animali e delle persone, condizioni di stabulazione sono di competenza di varie Istituzioni, vedi l’articolo “Registrare l’allevamento” nella sezione “Approfondimenti”.

E’ conseguenza dell’organizzazione dello Stato e non c’entra nulla con la proposta analisi sugli allevamenti: il Comune, attraverso l’AUSL di competenza può benissimo -da anni- imporre vincoli agli allevamenti anche di uccelli da compagnia, indipendentemente dal “censimento” FOI. E non è di competenza CITES la condizione igienica dei locali ed il loro rapporto con la residenza umana circostante (competenza dei Comuni), né le caratteristiche delle gabbie di stabulazione degli animali (competenza di Comuni e Regioni).

 

I dati dell’analisi degli allevamenti FOI possono solo aiutare le varie Istituzioni ad avere una visione corretta della nostra attività e del nostro mondo, modificando quella vigente che ci vede equiparati agli allevamenti industriali avicoli ad uso alimentare. QUESTO DEVE ESSER IL VERO OBIETTIVO PRIORITARIO PER TUTTI NOI.

 

IL TIMORE DELLE “CONSEGUENZE”

“OK al censimento, ma dubito che avrà successo perché si compone di troppe questioni… e la sensazione dei soci di fare un salto nel buio è forte”.

La scheda da compilare è semplicissima, con pochi quesiti; nulla da paragonare a quella CITES ricordata dal collega Giani. Per salto nel buio intendo ciò che altri hanno definito “le possibili conseguenze future”.

Mi sono chiesto quali possono ragionevolmente essere: non ne ho trovate, ma ho trovato conferma che non sono dotato di potere divinatorio, e che nessuno di noi lo è.

Ma non serve. Se siamo dotati di buonsenso, di determinazione, di unità di intenti, di conoscenza dei nostri bisogni e della nostra realtà, di disponibilità ad adattarci, allora il potere divinatorio non serve proprio: cambieremo la realtà e noi stessi al meglio, man mano ce ne sarà bisogno.

Una conseguenza l’ho intravista, negativa ed annunciata: se non saremo trasparenti e credibili e diversi rispetto a come siamo visti oggi, potremmo dire addio a esposizioni e mostre scambio con valenza nazionale. Ma non occorre alcun potere divinatorio per scoprire questo: basta ascoltare le Istituzioni.

 

Per quanto riguarda l’affermazione “il censimento è meglio sia anonimo”: confermo che è volontario ed anonimo. Proprio per non urtare sensibilità e suscettibilità legittime e rispettabili in questa fase. L’importante è sapere che non partecipare produce un danno agli allevatori (e quindi ci se n’assume la relativa responsabilità…), che CITES e Province, ai quali vanno le denunce molto più dettagliate su una fauna particolare, non accettano l’anonimato: una riflessione potrebbe essere utile, più a se stessi che agli amici del Movimento.

 

INFORMAZIONI SERIE E NON …A RATE

“Le informazioni a rate fornite sul censimento”: caro Danese, a mio modesto giudizio le informazioni vanno diffuse quando ci sono, sono consolidate e sono comprensibili ed utili al Movimento. Altrimenti si tratta di “chiacchiere”, incompatibili con una Istituzione che vogliamo seria come FOI, e probabilmente non utili come risultato.

Nell’articolo “Conoscerci per farci conoscere”, nella sezione “Approfondimenti”, è riportata la modalità, la tempistica ed i destinatari dell’informazione FOI sul tema.

Mi pare che sia stata nei limiti imposti dalla delicatezza e dalla complessità degli  argomenti e delle Istituzioni coinvolte e dalla serietà con cui le Associazioni e la Federazione vogliono rapportarsi con i soci.

Considerato l’obiettivo che intendiamo perseguire con il Progetto Generale di cui il cosiddetto “censimento” è solo una parte: “garantire l’esistenza e lo sviluppo degli allevamenti amatoriali di uccelli da compagnia, attraverso la selezione, l’allevamento e l’esposizione degli uccelli”, l’elaborazione del “censimento” ha richiesto l’ elaborazione di altre riflessioni (di cui “Approfondimenti” ospita i principali) ed il confronto con le Istituzioni , che nel frattempo hanno continuato a produrre leggi, ordinanze, vincoli e comportamenti significativi per le nostre attività.

La nostra risposta è, in termini di informazione ufficiale, lo Spazio Progetti sul sito federale e gli interventi sulla nostra rivista e sul forum.

Onestamente, non mi sembra né poco né tardivo ma un ottimo lavoro, di cui colgo l’occasione di complimentarmi con tutti gli interessati, Margherita e Maurizio in testa.

Ma personalmente credo meritino un ringraziamento anche coloro che, dai siti non istituzionali FOI, stanno contribuendo con un ampio e costruttivo dibattito alla ricerca di un percorso evolutivo del nostro hobby.

Lo stimolo del loro contributo non è vano.

 

GRUPPO DIRIGENTE E CAMBIAMENTO

Le testimonianze di Pollastri, Formisano e Giani mi paiono di ottimo spessore e confortanti. L’esperienza AOM mostra come si affrontano problemi apparentemente complessi con serenità e fiducia: ed i soci, che ben hanno presente qual è il loro interesse, rispondono positivamente. Abbiamo in SOR il Vademecum 1954 (il più antico nei nostri archivi): accanto a nome ed indirizzo (i telefoni erano allora piuttosto rari…) dell’allevatore è indicata la specie allevata! L’esperienza raccontata da Formisano è esemplare: mostra come un dirigente di valore, OGGI, deve ragionare per (conoscere) e rispondere ai diversi bisogni dei soci della sua Associazione. Giani ci ricorda che molti allevatori sono obbligati a far di peggio che rispondere al questionario FOI, senza neppure avere di ritorno qualche informazione su se stesso e sul Movimento.

 

Sono motivatamente ottimista, per quanto riguarda gli allevatori italiani ed il loro gruppo dirigente: possiamo andare avanti, dialogando, affrontando positivamente i problemi perché abbiamo le capacità per affrontarli e risolverli, se non singolarmente sicuramente assieme. Soprattutto se ricorderemo una massima di un grande personaggio che aveva un sogno:

 

                            “Prima di pensare a cosa il tuo Paese può

                            fare per te, pensa a cosa TU puoi fare

                            per il tuo Paese”.(JFK)

 

Anche noi abbiamo un sogno. Buttiamoci.

 

Enrico Banfi

 

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