ASSOCIAZIONI
 
CLUB
 
SERVIZIO R.N.A.
 
AGGIORNAMENTI SITO
 
PORTOBELLO
 
COMUNICATI
 
PUBBLICAZIONI
 
LINK
HOME ORGANI FOI SCHEDE GIUDIZIO ANELLINI MOSTRE

 

SPAZIO PROGETTI

COSA FARE

 
 

     
 
 

 

CHE COSA FARE

 

CHE COSA FARE

 

I complessi e molteplici temi trattati nello Spazio Progetti si prestano a numerose domande di chiarimento e di approfondimento, alcune delle quali sono già state evidenziate nel forum di discussione. A tutte daremo una risposta semplice e sintetica, ma soprattutto pratica per essere di effettivo aiuto agli allevatori.

 

Sono state individuate sin d’ora quattro macro-aree, denominate Archivi, nelle quali far convergere domande e risposte, che, così ordinate, potranno essere consultate più facilmente. Altre macro-aree si aggiungeranno senz’altro nel corso del tempo, così da creare un utile e completo punto di riferimento per gli allevatori.

 

Per formulare le domande scrivere a ufficiostampa@foi.it

 

 

* * * UFFICIO STAMPA FOI* * *

 

 

Archivio 1 – Definizioni

Archivio 2 – Rapporti con le Istituzioni

Archivio 3 – Allevamenti e cittadini

Archivio 4 – Benessere animale

 

DEFINIZIONI

D.- Si usa il termine “clinicoterapeutici”: questo significa che gli effetti del rapporto uomo-animale/uccelli sono efficaci solo in presenza di

Problemi psicologici?

R.- Rispondiamo con una seconda domanda, rivolta a tutti noi allevatori: proviamo mai tanta serenità d’animo, tanti stimoli positivi, tanto senso di realizzazione in ambienti che non siano il nostro allevamento?

 

* * *

 

DEFINIZIONI

D.- Che definizione possiamo dare di “allevatore” di animali/uccelli da compagnia? E’ importante questa definizione perché ha implicazioni importanti riguardo l’applicazione di leggi e normative.

R.- Verissimo. Normalmente definiamo allevatore sia chi possiede (alleva) 2.000 vacche da latte o 20.000 suini, come chi possiede 10 coppie di canarini o due coppie di cani. C’è una definizione fondamentale per noi FOI, che ci aiuta ad uscire da una compagnia (gli allevatori industriali a fine di reddito) che ci ha prodotto solo guai, cioè ci ha rovesciato addosso una montagna di burocrazia: “gli allevamenti FOI operano, attraverso microstrutture, per la selezione ,riproduzione,svezzamento e, in alcuni casi, addestramento di uccelli da compagnia, non destinati ad alimentazione. L’obiettivo non è il reddito ma sono i fini sportivi e scientifici, l’organizzazione non è di tipo industriale ma amatoriale.”

 

* * *


DEFINIZIONI

D.- Dove stanno i vantaggi di questa definizione?

R.- Siamo piccoli come dimensioni (quindi piccoli anche come problema), non lucriamo (no ricchezza, no tasse…), organizzazione  individuale (dunque, non burocratizzateci), non produciamo cibo (dunque un grosso pericolo in meno per la salute dell’uomo), abbiamo meriti sociali (la compagnia,la scienza…). Questa definizione, però, deve essere consolidata ed essere formalmente condivisa dalle istituzioni nazionali. E’ uno dei nostri ambiziosi obiettivi. Per ora è stata parzialmente recepita dalla Regione Emilia Romagna nella sua legge sul benessere.

 

* * *

 

RAPPORTI CON LE ISTITUZIONI

D.- Perché qualche AUSL chiede ed insiste che gli allevatori FOI si registrino ?

R.- Ci sono due motivi: uno sanitario ed uno pratico.

Quello sanitario: le politiche di prevenzione, fondamentali nella tutela della salute non solo degli animali ma anche delle persone, prevedono una mappatura (identificazione, collocazione geografica, identificazione delle specie presenti e della capacità produttiva) di tutti gli allevamenti di animali presenti sul territorio nazionale. Sulla base di ciò, vengono definiti dei piani di emergenza per interventi nelle fasi critiche, al fine di impedire il diffondersi incontrollato delle epidemie.

Quello pratico: la domanda di autorizzazione di una mostra deve essere archiviata sotto qualche codice, da cui l’esigenza di definire in qualche modo tale codice.

La risposta in entrambi i casi sta nella registrazione.

 

* * *

 

RAPPORTI CON LE ISTITUZIONI

D.- Nel caso di allevamenti FOI, si tratta di una novità? E cosa significa?

R.- La registrazione, per FOI, non è una novità: già viene regolarmente fatta, in modo più complesso ed oneroso, da parte di chi detiene uccelli autoctoni o CITES. La registrazione AUSL si riferisce a tutti gli allevatori di animali, compresi quelli FOI: in questo caso sono compresi anche gli uccelli non autoctoni e non CITES.

* * *

 

RAPPORTI CON LE ISTITUZIONI

D.- E’ obbligatorio registrarsi presso l’AUSL? Ed a quale AUSL?

R.- A quanto risulta, non ci sono obblighi di legge per i nostri uccelli: vedasi il documento “Registrare o no l’allevamento”, pubblicato nella sezione Approfondimenti di Spazio progetti. Però è consigliabile registrarsi, se insistentemente richiesto, non essendovi motivi validi, sul piano pratico, per non farlo e trattandosi di una richiesta di tipo istituzionale che nasce da motivazioni comprensibili e condivisibili. Inoltre non ha costi né oneri burocratici successivi. Però…

 

* * *

 

RAPPORTI CON LE ISTITUZIONI

D.- Però?

R.- Al solito c’è un po’ di confusione, che deriva da una serie di fattori :

1)  non tutte le AUSL sono interessate a richiedere la registrazione. Alcune addirittura potrebbero non accettarla, proprio perché la legge non lo prevede con chiarezza. Quindi, suggerisco di non prendere autonomamente l’iniziativa della registrazione, ma di attendere la specifica richiesta dell’AUSL di competenza, che, se abbiamo l’allevamento in casa, è la stessa AUSL cui ci rivolgiamo per le pratiche riguardanti la nostra salute. Dovremo rivolgerci al Servizio veterinario;

 

2) le Associazioni hanno ulteriori problemi: hanno iscritti con allevamenti in territori che non dipendono da una sola AUSL, quindi, a richiesta, dovrebbero selezionare le informazioni relative alle varie AUSL.

 

* * *

 

 


RAPPORTI CON LE ISTITUZIONI

D.- Questo argomento ha sollevato molte discussioni fra gli allevatori: un po’ per la mancanza di informazioni sugli scopi della registrazione (sia da parte FOI che delle stesse AUSL), ed un po’ per una connaturata diffidenza rispetto alle iniziative delle Istituzioni (oneri economici e burocratici, desiderio di riservatezza sulle proprie attività, ecc.).

 

R.- L’aviaria ha fatto esplodere il problema della conoscenza del territorio, la fretta ha prodotto comportamenti non uniformi e carenza di informazioni. Pian piano tutti stanno riprendendo il filo.

Abbiamo affermato che non ci sono nuovi oneri, né economici né burocratici: la registrazione è gratuita (per cortesia, eventuali richieste di pagamenti in merito verificatele con attenzione, facendovi dare gli estremi di legge e comunicatele all’ufficio stampa FOI).

Nessun ulteriore attacco alla riservatezza sulla collocazione dell’allevamento: la collocazione dei nostri allevamenti:

- non è riservata: il Vademecum è stampato e distribuito in migliaia di copie;

- i vicini di casa possono sempre fare segnalazioni.

L’unico, serio motivo di opposizione di FOI alla registrazione è sulle modalità.

Foi richiede di utilizzare il codice RNA, già collaudato da oltre 50 anni e valido per tutta l’Italia.

Solo il codice RNA garantisce efficacia e semplicità, per AUSL come per l’allevatore.

Sul piano pratico mi sento di dare due consigli agli allevatori:

- non prendete l’iniziativa di andarvi a registrare spontaneamente, ma attendete prima la specifica richiesta da parte dell’Ausl di competenza, possibilmente una richiesta scritta;

 

- le Associazioni dovrebbero gestire loro il rapporto con le AUSL, “proteggendo” l’allevatore socio. Si tratta di un tema tipico di competenza delle Organizzazioni territoriali più che dei singoli associati.

 

* * *

 

INDICE ARTICOLI

 

 

per una migliore visione consigliamo di impostare la risoluzione dello schermo a 1024 x 768 pixel
F.O.I. - Via Conciliazione 45/a - 29100 Piacenza (Italy) - tel. +39 0523593403 - fax +39 0523571613