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1°
agosto 2006:
un lancio di agenzia, riportato integralmente in questa
stessa sezione, comunica gli orientamenti del Ministero
della Salute sui provvedimenti anti aviaria. Ovviamente, è
un provvedimento che c’interessa moltissimo, poiché incide
pesantemente sulle nostre attività, in particolare su quelle
vitali delle esposizioni e del mostre-mercato.
Vediamone gli elementi essenziali e traiamone gli
insegnamenti dovuti, con molta prontezza e profonda umiltà.
1-
Mentre noi ce la raccontiamo attraverso l’etere (dum Romae
consulitur, appunto), il Ministero conferma le
disposizioni tassative del 2005 riguardo alle mostre: le
misure di bio-sicurezza confermano “il divieto di
organizzazione di mostre, fiere o qualsiasi concentramento
di volatili sul territorio nazionale, salvo apposita
deroga concessa dalle Regioni o dalle Province autonome”.
Questo significa che l’agosto 2006 ci riporta all’agosto
2005: un anno passato invano per quanto riguarda le norme
sulle mostre. E nel 2005 molte mostre non si sono potute
tenere, altre sono state realizzate per il rotto della
cuffia ed in condizioni di estrema precarietà e, spesso,
solo grazie ad un concorso di eventi particolarmente
favorevoli.
Chi
pensava che l’aviaria non sarebbe stata un problema nel 2006
è servito.
Chi
pensava che invece lo sarebbe stato e che occorreva
predisporre contromisure per tempo trova purtroppo conferma.
Magra consolazione, di cui si sarebbe fatto a meno.
2-
Mentre noi spendiamo il poco tempo a pettinare i capelli
alle bambole (ma cosa ci sarà dietro, di fianco, sopra,
sotto le varie proposte ..., e dopo cosa succederà?) il
Ministero fa sapere che riguardo alla ”sorveglianza
regolare” della filiera avicola, “il Piano di
monitoraggio è intensificato e prolungato fino al 31
dicembre 2006. Prevede la registrazione all’anagrafe
avicola di tutte le aziende, comprese quelle
rurali, cercando di avviare il sistema di
geo-referenziazione delle strutture, già attivo in
Veneto e Lombardia, indispensabile per la rete di
epidemio-sorveglianza”.
Ed
ancora: “obbligo di censimento per tutti i pollai,
allevamenti e aziende avicole comprese nelle zone
di protezione e sorveglianza”.
Dum
Romae consulitur se è giusto o non fare il censimento o
mappatura o analisi e localizzazione dei nostri allevamenti
che le Istituzioni collocano fra gli avicoli, il Ministero
conferma l’obbligo di registrazione, la realizzazione
dell’anagrafe, la geo-referenziazione (cioè dare un
indirizzo certo al singolo allevamento), in pratica sancisce
l’obbligo del censimento avicolo, come elemento
indispensabile per la sorveglianza sanitaria (e non per fini
fiscali).
Mentre
noi ci trastulliamo con le parole e ci tormentiamo con dubbi
amletici, il Ministero ci assesta un altro colpo, facendo
traballare la nostra costruzione, non attrezzata ad
affrontare queste situazioni e, dunque, da aggiornare senza
ulteriori indugi.
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Ricordo
che:
-le
principali mostre italiane sono collocate quest’anno in Emilia
Romagna;
-in
presenza di un quadro normativo analogo lo scorso anno una
dozzina di Comuni emiliani emise ordinanze severissime: se
venissero ripetute quest’anno (e perché non farlo visto che le
condizioni normative sono le medesime?). il Campionato italiano
rischia di ridursi ad un campionato regionale, ammesso che si
ottenga la necessaria autorizzazione.
A meno
che non siamo noi, Movimento degli allevatori FOI, a fornire
le novità necessarie a
collocare i nostri soggetti al di fuori del generico settore
avicolo, e quindi a governarli con disposizioni
specifiche.
Le
novità
sono contenute nel nostro Progetto “L’anello FOI deve
diventare una garanzia ed una sicurezza” (vedi sezione
”Approfondimenti”) e comprende una serie di componenti quale
l’analisi della struttura degli allevamenti FOI (o censimento o
mappatura) e l’analisi del rischio sanitario costituito dagli
allevamenti FOI e dalle loro manifestazioni (titolo ”Gli
allevatori federati in FOI”: sarà inserito la prossima settimana
sempre nella sezione “Approfondimenti”).
Possiamo
affrontare questa nuova, grave situazione normativa 2006 con
idee e progetti in fase d’avanzata realizzazione: di una
sola cosa siamo gravemente carenti, a mio giudizio e cioè
della capacità di percepire, come Movimento nel suo insieme, le
minacce prioritarie da affrontare con determinazione e coraggio
(ma non ci sono bombe, non mettiamo a rischio la vita o
altri beni essenziali, quindi è un “coraggio” di modesto
livello, accessibile a tutti e non solo agli “eroi”!).
Sembra che
facciamo a gara a trovare gli aspetti di dubbio o negativi,
viviamo in un dibattito continuo e spesso inconcludente: dum
Romae consulitur, appunto. Ma mentre a Roma ci si “confrontava”
e ci si azzuffava su questioni “fondamentali”, la storia insegna
che Sagunto venne espugnata.
Forse è
venuto il tempo di diventare grandi e responsabili, di vedere
anche gli aspetti positivi, di proporre in modo costruttivo
delle reali soluzioni, di rinunciare ad un po’ di “io” e di
lavorare senza gelosie per il “noi”.
La storia
del nostro Movimento è piena di esempi di questo genere:
ripescando dagli archivi penso di mettere a disposizione di
tutti gli allevatori d’oggi la forza morale e sociale degli
allevatori di ieri.
Intanto,
per cortesia, mettiamo da parte i dubbi amletici e dedichiamoci
anima e corpo a collaborare sul censimento.
Enrico
Banf
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INFLUENZA AVIARIA:
LE MISURE PREVENTIVE DEL MINISTERO DELLA SALUTE
(1° agosto 2006 - Adnkronos Salute) – E’ fitta
la rete di misure preventive e di sorveglianza made in
Italy contro l’influenza aviaria, per ergere uno scudo a
protezione degli allevamenti di pollame del Belpaese.
Misure che, nel 2006, hanno garantito la produzione
avicola dal contagio con il virus H5N1. E che,
concordate anche a livello europeo, si apprestano a
difendere il pollame italiano anche per la prossima
stagione. Come ha spiegato questa mattina il ministero
della Salute, in una conferenza stampa a Roma. Ecco i
provvedimenti:
SORVEGLIANZA REGOLARE:
riguarda la filiera avicola-industriale, gli allevamenti
rurali e i volatili selvatici migratori, in base al
Piano di monitoraggio intensificato e prolungato fino al
31 dicembre 2006. Prevede la registrazione all’anagrafe
avicola di tutte le aziende, comprese quelle rurali,
cercando di avviare il sistema di georeferenziazione
delle strutture, già attivo in Veneto e Lombardia,
indispensabile per la rete di epidemio-sorveglianza. E
ancora, introduzione delle misure di quarantena,
incremento della vigilanza veterinaria sui luoghi dove
sono presenti i volatili.
MISURE DI BIOSICUREZZA: la loro applicazione
riguarda gli allevamenti (reti anti-passero, attività di
disinfezione, recinzioni), o il divieto di
organizzazione di mostre, fiere o qualsiasi
concentramento di volatili sul territorio nazionale,
salvo apposita deroga concessa dalle Regioni o dalle
Province autonome.
CONTROLLO: riguarda le importazioni, con rigide
misure di restrizione all’import da Paesi terzi e sugli
scambi intracomunitari. Più il potenziamento dei
controlli. Se nonostante queste misure preventive
dovesse registrarsi un focolaio di influenza aviaria sul
territorio italiano, sia negli allevamenti che tra gli
animali selvatici, scattano i provvedimenti urgenti.
ZONE DI PROTEZIONE E SORVEGLIANZA:
le prime hanno un raggio di tre chilometri, le seconde
di sette, attorno ai luoghi dove è stata confermata la
presenza del virus H5N1.
OBBLIGO DI CENSIMENTO: per tutti i pollai,
allevamenti e aziende avicole comprese nelle zone di
protezione e sorveglianza.
DIVIETO DI ACCESSO: riguarda le persone non
autorizzate dai sindaci in tutte le zone faunistiche
comprese nelle zone di protezione e sorveglianza.
APPLICAZIONE DELLE MISURE: i tempi di durata dei
provvedimenti sono di 21 giorni nella zona di
protezione, e di almeno 30 in quella di sorveglianza,
calcolati dalla data di conferma della presenza del
virus dell’influenza aviaria.
In aggiunta, riferisce oggi il ministero della Salute,
nei primi giorni di settembre saranno emanate misure
operative anche per i centri di recupero per gli animali
selvatici ed esotici.
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