|
Approfondimenti
Conoscerci per farci conoscere
Cosa fare
Notizie dai Raggruppamenti
Gli allevatori federati in
FOI
L’aviaria
e i divieti alle Mostre FOI
|
Il primo obiettivo,
a breve termine e decisamente pratico, è quello di dare
risposte agli allevatori. Di dire loro, con una buona
sicurezza, che cosa devono fare per continuare ad occuparsi
serenamente di selezioni e di allevamento, senza perdersi
nella burocrazia e nei problemi con i Comuni e con le Ausl.
Il secondo obiettivo,
di importanza strategica, è anche più complesso perché
coinvolge le Istituzioni locali e nazionali e, quindi,
richiede tempi medio-lunghi. Consiste nel monitorare
l’esistente, in tutti i suoi aspetti (legislativi, etici,
sociali, tecnici, igienico-sanitari, ornicolturali, ecc.) e
nelle sue tendenze (la sensibilità del Paese agli aspetti
ambientali e sanitari è in costante crescita e ci
condizionerà), per giungere alla stesura di un programma e
di un percorso di lavoro specifici.
Tale
programma verrà utilizzato:
-come
autorevole biglietto da visita per la Federazione (cioè per
tutti gli allevatori associati) e per acquisire rispetto,
credibilità e “forza” contrattuale;
-come
credenziale (assieme alle nostre positive attività del
passato) per accedere ai luoghi ed ai momenti di
elaborazione delle leggi, normative e provvedimenti che ci
riguardano;
-come proposta-quadro di riferimento per le
normative inerenti al nostro hobby, oggi desolatamente e
pericolosamente confuso con gli allevamenti industriali di
pollame.
Un
progetto che richiede impegno e costanza da parte di tutte
le componenti di questo mondo, a partire dai Raggruppamenti
regionali, i quali, con il supporto dell’esperienza
trasferita dalla Commissione, dovranno sempre più supportare
le Associazioni provinciali nel dare risposte tempestive e
pratiche ai propri soci.
Questo
spazio, che costituisce una prima forma di comunicazione,
ospiterà articoli di approfondimento, proposte e opinioni,
ma anche una rubrica di domande e risposte ed ogni
aggiornamento che non sommi semplicemente leggi e leggine
tutte da interpretare, ma che ci indichi in modo chiaro
che cosa dobbiamo fare.
* *
*UFFICIO STAMPA FOI * * *
INFO:
webmaster@foi.it
ufficiostampa@foi.it
|
|
Sono
in regola con la legge? Devo segnalare all’Ausl il mio
allevamento? E’ vero che le gabbie devono avere una
dimensione minima? Quale impatto avranno sul nostro hobby le
normative a tutela del benessere animale che sempre più
Comuni stanno adottando? Di quali documenti sanitari mi devo
dotare per esporre alle mostre e per non avere problemi in
condominio? A quali condizioni le mostre potranno essere
autorizzate, considerando la minaccia dell’aviaria? Ed i
mercati?
Sono
queste soltanto alcune delle tante domande che circolano
oggi con insistenza nell’ambiente dell’allevamento
espositivo amatoriale.
Domande
alle quali si vorrebbe dare una risposta pratica, semplice e
immediata, indicando che cosa si può e che cosa non si può
fare.
Purtroppo
non è possibile, in questo momento, dare una risposta
univoca e precisa. Per tante ragioni. Perché le normative in
vigore sono numerose e perlopiù non specificamente riferite
al nostro settore; perché spesso si tratta di leggi
regionali e di regolamenti comunali e quindi alquanto
diversificati sul territorio nazionale; perché le
interpretazioni da parte di chi è tenuto ad applicarle non
sempre coincidono.
E però una
risposta agli allevatori va data.
Sono i
tempi e le nuove sensibilità sociali ad imporlo, ma è anche
lo spettro dell’influenza aviaria che richiede un approccio
competente e sistematico alle questioni. Soprattutto un
approccio più aggressivo e propositivo rispetto il passato.
Che cosa sta facendo la Federazione a questo
riguardo?
La Foi ha
costituito una Commissione, che fa capo all’ingegner Enrico
Banfi, presidente della SOR di Reggio Emilia, il quale, da
anni, segue con interesse e competenza le problematiche
legate ai rapporti con le Ausl, al benessere degli animali,
alle normative regionali, provinciali e locali per la loro
detenzione.
Questa
Commissione, che sta avviando la sua attività sperimentale
nel Raggruppamento Emilia Romagna (è fondamentale procedere
per gradi e con attenta prudenza), si propone due obiettivi
|