Pet-therapy con i canarini – Intervista a Giuseppe Albergo

“Pet-therapy con i canarini, sperimentata negli ospedali con benefici per i pazienti”

15.03.2022

https://www.insanitas.it/pet-therapy-con-i-canarini-sperimentata-negli-ospedali-con-benefici-per-i-pazienti/

 L'intervista di Insanitas a Giuseppe Albergo, allevatore ed ornitologo di Bari: «I primi riscontri sono stati positivi, molti sono riusciti a superare un lungo periodo di depressione».

Quando parliamo di pet-therapy, ovvero della terapia assistita con gli animali in grado di comportare benefici ed effetti positivi ai pazienti, pensiamo immediatamente ai nostri amici a quattro zampe. Vero è che ad esser principalmente impiegati sono cani o gatti, ma non solo. La pet-therapy può infatti coinvolgere anche i volatili, come i canarini. E a saperlo bene è Giuseppe Albergo, allevatore ed ornitologo di Bari che ha deciso di sperimentare questo metodo.

Per lui quella dei canarini è una vera e propria sconfinata passione che inizia fin dall’infanzia, così come ci racconta: «Avevo circa dieci anni e restavo affascinato anche per ore davanti ad una voliera con pochi canarini che possedeva uno dei miei zii. Per me andare da loro era sempre una festa!». Si direbbe proprio che sia cominciato tutto da lì. Negli anni, ha poi fatto della sua passione il suo lavoro. Alleva canarini professionalmente dal 1998, anno in cui si è iscritto alla FOI (Federazione ornicoltori italiani), che gli ha permesso di vincere numerosi e prestigiosi premi. Tra tutti, il primo alla Mostra Ornitologica Internazionale del Mediterraneo. Fino alla sperimentazione del suo innovativo progetto: la pet-therapy con i canarini.

Cosa l’ha spinta a voler attuare una simile iniziativa?
«Grazie all’utilizzo dei social, ho potuto ricevere tante testimonianze riguardo i benefici che si possono ottenere con la presenza di uno o più canarini. Gente che grazie a loro è riuscita a superare un lungo periodo di depressione; un bambino autistico che, guardando un canarino per la prima volta, è riuscito finalmente a dire le sue prime parole. E poi, non meno importante, anche la mia personale esperienza: grazie ai miei piccoli amici canarini, sono riuscito a superare alcuni momenti bui della mia vita, dovuti ad alcuni problemi di salute».

Come è riuscito a concretizzarla?
«Ho cominciato a girar diverse strutture, portando a conoscenza come l’interazione tra l’uomo ed un essere così piccolo, come il canarino, possa portare immensi benefici. L’estate scorsa ho iniziato ad attivarmi in due strutture di Bari, il “Giovanni Paolo II” e il “Karol Wojtyla”, dove ho presentato la storia del canarino portando con me alcuni esemplari, facendo vivere ai presenti un momento di conoscenza e spensieratezza».

Quali sono stati i risultati?
«A dire degli operatori, il feedback è stato molto positivo al punto tale che mi richiameranno, e nello stesso tempo io ne sono uscito più ricco avendo visto negli occhi dei presenti tanta gioia».

Ha continuato a collaborare con queste strutture, in modo da poter portare avanti il suo progetto?
«La pandemia ha reso tutto più complicato, ma adesso riprenderemo. Complici le belle giornate in arrivo, sarà anche l’occasione per organizzare momenti all’aperto insieme ai loro pazienti». Sono diversi gli studi che attestano come i canarini influenzino beneficamente i valori pressori, agendo dunque sul corpo oltre che sulla psiche. Lo stesso Albergo ricorda come alcune ricerche abbiano dimostrato che prendersi cura di un animale così piccolo e fragile, aiuti a sviluppare delle capacità empatiche in grado di prevenire o ridurre comportamenti violenti, come il bullismo: «Un bambino che si preoccupa di un animale, sarà un adulto più rispettoso verso il prossimo».

In Italia, al momento, sembrerebbero non esserci progetti del genere. Tuttavia, è doveroso sottolineare come il primo vero esempio di pet-therapy con i volatili risalga al 1920, quando il detenuto pluriomicida Robert Stroud, la cui storia è immortalata nel celebre film ‘L’uomo di Alcatraz’, riuscì a trovare la serenità mancata grazie all’incontro accidentale con un uccellino durante l’ora d’aria nel cortile del carcere. Prendersi cura del piccolo volatile, lo portò a sopperire la sua natura violenta. Dall’esperienza di Stroud, furono successivamente condotti alcuni studi, uno tra tutti quello dei due ricercatori britannici nel 1975, Mugford e McComisky. Dalla comparazione di test psicofisici riguardanti persone che vivevano da sole, i due ricercatori poterono notare come le coppie in possesso di volatili, come pappagallini e cocorite, manifestassero una forma fisica e psichica migliore.

Ma non solo la pet-therapy. Uno dei desideri di Giuseppe Albergo è che tanti atri giovani possano appassionarsi a questo progetto, perché “non esiste medicina migliore di una passione”, afferma. Da qui, il nome che avrebbe per l’appunto scelto per la sua iniziativa: ‘Ritorno al passato’. Un ritorno a quelle che sono le origini, alla natura, alle cose semplici. E cosa c’è di più naturale e semplice di prendersi cura di un piccolo essere vivente? Quello che ci auguriamo, insieme all’allevatore Albergo e grazie alla sua iniziativa, è che ben presto la pet-therapy con i canarini possa effettivamente esser riconosciuta e diffusa su tutto il territorio nazionale.

14 Marzo 2022 - di Cristina Riggio